La Casa Bianca risponde alla petizione sul poker online lanciata negli USA

Finalmente è arrivato un segnale dalla casa bianca sulla questione poker online negli Stati Uniti D’America. Barack Obama non ha potuto ignorare la petizione a favore di una nuova regolamentazione firmata da ben 10.000 persone.

Finalmente è arrivato un segnale dalla casa bianca sulla questione poker online negli Stati Uniti D’America. Barack Obama non ha potuto ignorare la petizione a favore di una nuova regolamentazione firmata da ben 10.000 persone.


Tuttavia, la risposta arrivata da Brian Deese, vicedirettore del Consiglio economico nazionale, non ha chiarito molto le idee dei tanti players americani che aspettano di poter avere finalmente una legge a livello federale e poter così giocare in tutta chiarezza nel proprio paese, senza essere costretti a dover emigrare dal proprio paese verso stati a cui è consentito loro poter giocare, come del resto hanno fatto players del calibro di Justin Bonomo, Phil Galfond e molti altri ancora. Chi si è trasferito in Canada, chi a Malta, chi nel Regno Unito, tutti però con l’unico scopo di poter continuare a giocare senza il timore di infrangere alcuna legge.

Ecco di seguito la risposta arrivata dall’amministrazione della Casa Bianca: “Siamo a conoscenza del vostro disagio e comprendiamo che vorreste una legge federale chiara e precisa sul poker online. Al momento, per quanto riguarda le altre forme di gioco d’azzardo online, che non siano scommesse sportive o concorsi simili, si lascia ai singoli Stati decidere se permettere ai propri residenti l’utilizzo di altre forme di business online come il poker. Quindi se quel tipo di gioco è violato in un determinato Stato può anche violare le leggi federali”.

Il resto del comunicato continua poi con l'esporre tutti i problemi che derivano da tali offerte di gioco online, come la possibilità di favorire il riciclaggio. Insomma è chiaro che una legge federale per il poker online non è tra i primi pensieri di Barack Obama, che tuttavia lascia un barlume di speranza ai 10.000 che hanno firmato la petizione concludendo così: “L'Amministrazione procederà ad esaminare la questione ed è aperta ad ascoltare consigli utili per la creazione di strumenti validi per ostacolare le attività illegali che potrebbero nascere con il gioco del poker online. Grazie ancora per aver firmato la petizione online. Siamo lieti di sentire le vostre opinioni e siamo ansiosi di risentirvi al più presto”. In poche parole la strada è ancora lunga, ma almeno un piccolo segnale lo si è avuto, il ritorno del poker online negli USA non è più un sogno irrealizzabile forse.

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