Mozione sul poker live: in Svizzera pronta la riapertura dei circoli

Con 28 voti a favore e solamente 3 contrari la mozione per il poker live viene approvata in Svizzera. I circoli potranno riaprire a breve e senza la lunga trafila burocratica delle concessioni statali e delle licenze. Nel frattempo l'Italia brancola ancora nel buio.

Con 28 voti a favore e solamente 3 contrari la mozione per il poker live viene approvata in Svizzera. I circoli potranno riaprire a breve e senza la lunga trafila burocratica delle concessioni statali e delle licenze. Nel frattempo l'Italia brancola ancora nel buio.

Se è vero che la precisione svizzera è talmente radicata da ricadere tra i luoghi comuni più radicati, altrettanto vero è che i nostri confinanti si stanno distinguendo anche per l’attenzione riposta dal governo federale nei confronti dei problemi sociali, anche se pertinenti ad una minoranza. È così che mentre in Italia stiamo aspettando da oltre due anni un passo avanti nella risoluzione del blocco poker live, la Svizzera, dopo aver bloccato i circoli molto tempo dopo di noi, è già vicina alla soluzione del problema.

Con 28 voti a favore e solamente 3 contrari, il Consiglio degli Stati ha approvato una mozione sul tema. Niente file burocratiche in vista, niente concessioni e licenze. La lunga lista degli incartamenti all’italiana lascia spazio a una semplice constatazione basata sul buon senso: i circoli consentono di giocare a buy-in moderati non reperibili all’interno dei casinò che, com’è ovvio, non hanno convenienza su quelle cifre. Nella situazione di “blocco”, l’unica alternativa per i giocatori occasionali è l’online che tuttavia favorirebbe l’insorgere di alcune patologie legate al gioco patologico laddove l’attività ludica si svolge in quasi totale solitudine.

La soluzione dunque è semplice: i circoli riaprano i battenti vincolati unicamente nelle cifre richieste ai giocatori per la partecipazione ai tornei. Per il Consiglio bisogna infatti tenere sempre conto dei giocatori, spesso giovani, prevenendo l’insorgere della dipendenza da gioco. Un altro vincolo, l’ultimo, tratta della possibilità di devolvere parte degli incassi a scopi di pubblico interesse.

Tirando le somme, quella svizzera sembra essere una bella vittoria per il poker live che, tra non molto, potrà ritornare nelle sale dei circoletti sparsi sul territorio. Sembrano buone anche le osservazioni circa i rischi, prese di coscienza non allarmistiche che favoriscono l’insorgere di un buon grado di attenzione circa problemi reali e innegabili.

Questa volta sembra che la puntualità abbia ceduto il passo all’anticipo, almeno nei confronti del nostro carrozzone di politicanti.

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