Riunione straordinaria della Poker Player Alliance, tenutasi sabato scorso presso il Rio Casino di Las Vegas durante lo svolgimento delle World Series of Poker 2012. Motivo del meeting: parlare ovviamente della questione poker online USA.
Riunione straordinaria della Poker Player Alliance, tenutasi sabato scorso presso il Rio Casino di Las Vegas durante lo svolgimento delle World Series of Poker 2012. Motivo del meeting: parlare ovviamente della questione poker online USA.
Riunione straordinaria della Poker Player Alliance, tenutasi sabato scorso presso il Rio Casino di Las Vegas durante lo svolgimento delle World Series of Poker 2012. Motivo del meeting: parlare ovviamente della questione poker online USA.
Al congresso ha preso parte ovviamente anche il Deputato Joe Barton, sostenitore del poker e desideroso nel trovare una norma idonea per il poker online USA a livello federale al più presto. In realtà il disegno di legge è stato già presentato a Washington, si è solo in attesa che passi entro la fine dell’anno, altrimenti sempre secondo Barton il nuovo regolamento potrebbe non passare affatto, in quel caso bisognerebbe trovare un’altra soluzione.
Ormai sono mesi che si è in attesa di una risposta dalla “Casa Bianca”, negli Stati Uniti ora sono davvero stufi di questa situazione scomoda. Il black out del poker online negli USA ha recato solo danni e a Washinton non sono in grado di riconoscerlo o al momento hanno problemi più grandi cui pensare. Risultato: sempre più giocatori di poker americani, professionisti e semi professionisti, lasciano il loro paese natale per continuare a giocare in nazioni dove è consentito poter svolgere quella che per loro è una vera e propria attività lavorativa.
Insomma, tocca solo a Washington dare il là a un nuovo capitolo della storia del poker online americano. “Non poter giocare comodamente in casa propria, in totale privacy, è solamente una cosa ridicola. Siamo stufi di come il governo stia gestendo la nostra situazione”. – Poker Player Alliance.
Nel frattempo, quasi contemporaneamente al Meeting della PPA, uno degli artefici dello scoppio del Back Friday e quindi colui che ha provocato indirettamente questo black out del poker online USA, è stato arrestato dopo un anno di latitanza. Parliamo ovviamente di Raymond Bitar, Chief Executive Officier di Full Tilt Poker, scappato dagli Stati Uniti nell'aprile dello scorso anno, dopo le note vicende del Black Friday. Ora questa latitanza è finita perché Bitar ha fatto ritorno negli States per consegnarsi alla giustizia e mettere la parola “fine” a tutta questa vicenda. L'FBI ha potuto finalmente arrestarlo all'aeroporto JF Kennedy di New York.