Uno dei punti più delicati riguardanti l'acquisto di Full Tilt Poker da parte di PokerStars, è sicuramente la restituzione del denaro ai giocatori americani. Il dipartimento di giustizia americano ha deciso di occuparsi dei rimborsi, ma i problemi non mancano.
Il processo di restituzione del denaro ai giocatori degli Stati Uniti è sul punto di iniziare, ma al dipartimento di giustizia americano (DOJ) sorgono i primi dubbi sulla gestione di questi risarcimenti. Sin dal primo momento, il DOJ aveva dichiarato di volersi occupare di questa faccenda in prima persona per tenere controllato tutto il flusso di denaro, ma pare che questa idea sia stata abbandonata.
Le prime stime indicano che saranno oltre un milione e trecentomila i reclami da gestire, un numero enorme che potrebbe compromettere il corretto funzionamento del DOJ (per avere indietro il denaro, i giocatori americani devono presentare una formale richiesta scritta). A quanto si legge sui siti esteri, il DOJ sta pensando di utilizzare una parte di quei 225 milioni di dollari che PokerStars ha già pagato, per assumere una ditta esterna che si occupi della gestione delle richieste. A dire il vero, l'offerta di lavoro è già comparsa sul sito ufficiale del DOJ.Ovviamente, come dice anche uno degli avvocati di Full Tilt, Jeff Ifrah, questa è una buona notizia, perché il lavoro di restituzione del denaro sta procedendo.
Ovviamente il compito di questa azienda esterna sarà quello di snellire e semplificare al massimo le procedure, per tranquillizzare i giocatori che aspettano il loro denaro ormai da troppo tempo. L'azienda che si occuperà di gestire i ricorsi avrà a disposizione tutti i dati di Full Tilt Poker, per verificare che il processo di restituzione termini senza frodi o abusi.
La Poker Players Alliance ha rilasciato una lettera nella quale si dice disposta ad “aiutare il DOJ nella creazione di un processo semplificato e accessibile”. Uno degli esponenti della PPA, il pro Greg Raymer, ha affermato che i giocatori vogliono far sentire la “propria voce” in modo che il processo sia “giusto e rapido”.
Il governo ancora non ha reso noto l'iter burocratico da seguire per presentare un reclamo. E anche se il DOJ non ha dato ancora nessuna garanzia, Jeff Ifrah si dice sicuro tutti i giocatori americani riavranno i loro soldi.