Antonio Esfandiari, il nuovo ambasciatore del poker negli USA

Antonio Esfandiari, come tutti sappiamo, ha trascorso una estate niente male vincendo il Big One delle WSOP 2012 e balzando in testa alla All Time Money List. Ora, come promesso, The Magician è impegnato a fare da ambasciatore del poker negli USA.

Antonio Esfandiari, come tutti sappiamo, ha trascorso una estate niente male vincendo il Big One delle WSOP 2012 e balzando in testa alla All Time Money List. Ora, come promesso, The Magician è impegnato a fare da ambasciatore del poker negli USA.

 

Prima del Big One for One Drop, il nome di Esfandiari era già riconosciuto come uno dei più importanti del poker a livello internazionale. Dopo la sua vittoria nel torneo da record organizzato da Guy Lalibertè, per Esfandiari è arrivato l’importante primato che lo consacra come player più vincente della storia. Una responsabilità non da poco, che tutti hanno colto fin da subito.

 

Lo stesso Esfandiari aveva promesso che si sarebbe impegnato per diventare una sorta di ambasciatore del poker, l’uomo-immagine più adatto per promuovere il gioco negli USA e oltreoceano. Ora che la sua magica estate è finita, sta rispettando gli impegni presi (tra una prop bet e l’altra): martedì mattina, ad esempio, ha fatto la sua apparizione all’Howard Stern Show, un popolare talk show americano.

 

Finora tanti giornali e altri media hanno intervistato Esfandiari dedicandogli ampio spazio. Questa nuova comparsata allo show di Stern ha davvero fatto piacere al popolo pokerista: si tratta di un programma molto famoso nato nel lontano 1979, che negli anni ’90 è diventato molto popolare e che dal 2004 si è trasformato in un format anche per la TV oltre che per la radio.

 

Esfandiari ha parlato naturalmente del suo Big One: “Ho vinto tanti soldi, è vero, ma probabilmente per me conterà molto di più il valore simbolico di questa vittoria in futuro“. Parole che magari potrebbero far sorridere qualcuno, ma  vi ricordiamo che la reale vincita del mago non è stata davvero superiore ai 18 milioni di dollari: quasi tutti i giocatori giocavano stakati, conservando per loro stessi una piccola parte del buy-in o dell’eventuale somma vinta.

 

Lasciano perdere i conti in tasca, ci auguriamo che gli sforzi di Esfandiari riescano ad avere effetti positivi per il poker americano e non solo. Dagli Stati Uniti i più grandi grinders mondiali sono dovuti emigrare nei Paesi più disparati per poter continuare a giocare online. Si sperava che entro il 2013 potessero riaprire le poker rooms e invece le ultime notizie parlano di uno slittamento al 2014. Non vediamo l’ora che il Black Friday diventi solo un triste ricordo…

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