Poker online Italia: che ne sarà del poker online regolamentato Italiano?

Dopo quattro anni di forte crescita avvenuti con la regolamentazione del poker online, il mercato Italiano ha dovuto fare i conti negli ultimi 24 mesi con tutti i difetti di un mercato troppo piccolo e rigido e della mancanza di una liquidita' condivisa. Cosa fare per invertire questa tendenza?

Dopo quattro anni di forte crescita avvenuti con la regolamentazione del poker online, il mercato Italiano ha dovuto fare i conti negli ultimi 24 mesi con tutti i difetti di un mercato troppo piccolo e rigido e della mancanza di una liquidita' condivisa. Cosa fare per invertire questa tendenza?

 

In questo nuovo editoriale voglio affrontare i possibili sviluppi del poker online Italiano per l'anno 2013, cosa potrebbe cambiare per rilanciare questo gioco che inizia a lanciare i primi segnali di cedimento, dovuti ad un mercato troppo piccolo e fortemente regolamentato e tassato?

 

La prima operazione da fare sarebbe quella di uniformare la legislazione dei tre mercati europei piu' grandi che hanno regolamentato il poker online. Francia, Italia e Spagna potrebbero cosi' dar vita ad un mercato comune, che potrebbe fin da subito contare su oltre 2 milioni di giocatori, che consentirebbe di avere una buona liquidita' su piu' network e la possibilita' di confrontarsi con giocatori di altre nazioni. Anche per le poker room stesse si aprirebbe la possibilita' di operare in tre mercati diversi con le stesse regole e di acquisire nuovi giocatori e quindi di rafforzare il proprio “Brand”, oltre di poter disporre di un numero maggiore di giocatori per poter organizzare promozioni e tornei con montepremi sempre piu' rilevanti e allettanti.

 

Andando avanti invece con questo sistema “rigido” che non prevede la possibilita' di unione tra questi tre mercati per una questione puramente economica (tasse), i tre maggiori mercati regolamentati rischiano nel giro di pochi anni di perdere oltre l'ottanta percento di raccolta rispetto al 2011. In Francia il poker online e' in forte crisi, superato in raccolta dalle scommesse sportive e dalle corse dei cavalli per via di una tassazione troppo elevata che scoraggia i giocatori Francesi ad utilizzare le poker room.fr. In Spagna mercato appena regolamentato la situazione e' imbarazzante con pochissimi operatori partiti e un traffico insufficente per sostenere un mercato nazionale del poker online e le sale .es sono desolatamente semi vuote. In Italia il mercato e' cresciuto fino al 2011, per poi cedere in un solo anno oltre il 50% di raccolta sia nel poker cash online, che nei  tornei e il 2013 sembra delinearsi come un anno di transizione aspettando qualche novita' normativa che possa rilanciare questo gioco.

 

Ma perche' i mercati online “regolamentati” iniziano a soffrire, dopo anni di crescite?

 

Francia, Italia e Spagna sono i mercati regolamentatiQuando fu' legalizzato il poker online in Italia nel 2007, il poker nella sua versione Texas hold'em era un gioco conosciuto da una piccola nicchia di giocatori esperti dell'online e si poteva giocare solo nelle sale.com. Con la prime pubblicita' di Gioco Digitale e con diversi programmi televisivi dedicati al poker, nel giro di pochi mesi questo gioco inizio' ad attrarre moltissimi nuovi giocatori, che si moltiplicarono con l'arrivo di altri concessionari che iniziarono a promuovere in maniera “aggressiva” questo splendido gioco. L'arrivo poi di marchi.com molto famosi nel mercato regolamentato italiano come Pokerstars o Partypoker per citarne due tra i piu' conosciuti, consacrarono il successo del “poker made in Italy”

 

In Italia fino al mese di Luglio del 2011 il poker cash game non era consentito nelle poker room .it, ma si potevano giocare solo i tornei, i sit-go e gli h-up, poi con l'avvio del poker cash game e il grande successo iniziale inziarono ad arrivare pero' anche i primi problemi per il mercato del poker Italiano.

 

I giocatori persero con grande velocita' il proprio “bankroll” con questa nuova specialita' e il “ricambio” fra giocatori che si avvicinavano al poker e quelli che invece cessavano di giocare inizio' ad essere inverso, ovvero ogni 100 giocatori che smettevano di giocare a poker online, solo 60 si avvicinavano come nuovi giocatori a questo gioco. Il ricambio dei giocatori e' quindi uno dei grandi problemi del mercato regolamentato italiano, che difficilmente si potra' risolvere senza l'apertura ad un mercato comune.

 

Esistono gia' poker room .eu?

 

Al momento posso rispondere di No, anche se ad esempio Pokerstars sta' creando da sola un mercato Europeo, ovvero tutte le nazioni che non hanno una propria regolamentazione per quel che concerne il poker online (Russia, Romania, Bulgaria, Slovacchia ecc..), oppure hanno un mercato troppo (Slovenia, Malta, Cipro, Austria ecc…) o hanno una legislazione molto liberale (Regno Unito, Irlanda) sono state unite sotto una concessione di Malta e la liquidita' e' comune.

 

Se nascessero delle sale. eu regolamentate, cosa cambierebbe per il mercato italiano?

 

Secondo il mio punto di vista con la nascita di un mercato comune europeo regomentato i giocatori e le sale da poker Italiane godrebbero di un grande vantaggio rispetto a tante altre nazioni. I giocatori Italiani si potrebbero finalmente confrontare con altri giocatori europei dopo anni di “isolamento” che hanno pero' contribuito ad aumentare e non di poco il livello medio di gioco dei nostri players che quindi potrebbero primeggiare nelle sale.eu, oltre ad avere la possibilita' di giocare in network molto piu' grandi, con tavoli aperti e popolati 24 ore su 24. La fine del mercato “isolato” porterebbe poi una forte ondata di interesse da parte dei giocatori “assopiti” che potrebbero tornare a giocare a poker online per sfidare giocatori di altre nazioni, oltre alla possibilita' per il mercato del poker online di proporre agli operatori finalmente un mercato “stabile” dove fare investimenti profittevoli in diverse nazioni europee.

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