Barry Greenstein nel suo blog personale ci parla di un argomento molto interessante: il costo degli spostamenti nel poker live. La ricerca di una partita ideale in giro per il mondo giustifica queste spese? Ecco cosa ne pensa Greenstein…
Barry Greenstein nel suo blog personale ci parla di un argomento molto interessante: il costo degli spostamenti nel poker live. La ricerca di una partita ideale in giro per il mondo giustifica queste spese? Ecco cosa ne pensa Greenstein…
Barry Greenstein nel suo blog personale ci parla di un argomento molto interessante: il costo degli spostamenti nel poker live. La ricerca di una partita ideale in giro per il mondo giustifica queste spese? Ecco cosa ne pensa Greenstein…
Sappiamo tutti che tra il poker live ed il poker online ci sono parecchie differenze. In particolare, un fattore che gioca decisamente a favore dell'online è quello dei costi. Per giocare su una room digitale basta un pc ed una connessione, mentre per giocare dal vivo spesso bisogna mettere in preventivo tante spese extra: il viaggio, il vitto, l'alloggio, ecc…
Questo è un tema sempre interessante, toccato anche dal pro americano Barry Greenstein nell'ultimo post del suo blog. La domanda alla quale risponde Greenstein è questa: vale la pena di spendere tanti soldi per poter giocare un particolare evento da qualche parte nel mondo? Il pro di PokerStars ora ha 58 anni e scrive:
“Una delle cose che non ho fatto ultimamente è stato viaggiare per giocare delle partite 'convenienti'. Quando ero più giovane e single, se c'era una 'situazione di poker' favorevole non me la lasciavo scappare, perchè ero libero di viaggiare. Salivo su un aereo, prendevo qualche contatto e giocavo.
Negli ultimi anni ho giocato soprattutto a Los Angeles e Las Vegas. Per questo mi sono perso tante belle partite in altri posti. La gente non sa che i 'big games' non nascono all'improvviso, ci vuole tempo. I vincitori di piccole partite guadagnano soldi e cominciano a giocare più in grande, soprattutto se sono amatori.
Questo è quello che è successo a Macao. In origine i buy-in erano compresi tra 5.000$ e 10.000$. Quando la gente ha cominciato a vincere i buy-in sono diventati sempre più importanti. Io mi sono perso queste partite mostruose perchè non ci sono mai andato a Macao e non ho preso nessun contatto da quelle parti.
Mi piace giocare i mixed game, ma ultimamente sono scomparsi dalla West Coast. Al Commerce Casinò posso giocare al massimo poker cinese, che è abbastanza aleatorio. Avevo sentito di ottime partite al Borgata e per questo in ottobre sono stato ad Atlantic City per verificare di persona.
Sono rimasto ad Atlantic City per alcune settimane, poi la mia compagna e mia figlia mi hanno chiesto di tornare a casa. Ho risposto che non sarei tornato e allora la mia compagna mi ha raggiunto. Lei non giocava a poker dal lontano Black Friday ed è stata molto contento di tornare in azione.
Questa è la realtà per chi gioca a poker da professionista. Avere le partite vicino a casa è bello ma a volte per trovare i tavoli migliori bisogna spostarsi. Siamo tornati a casa a fine ottobre, in tempo per evitare l'uragano Sandy… fortunatamente”