Anno nuovo vita nuova. È questo il motto del player statunitense Joe Sebok, figlioccio di Barry Greenstein, che ha annunciato il suo ritiro dal mondo del professionismo del poker per dedicarsi alla produzione di vino.
Anno nuovo vita nuova. È questo il motto del player statunitense Joe Sebok, figlioccio di Barry Greenstein, che ha annunciato il suo ritiro dal mondo del professionismo del poker per dedicarsi alla produzione di vino.
Anno nuovo vita nuova. È questo il motto del player statunitense Joe Sebok, figlioccio di Barry Greenstein, che ha annunciato il suo ritiro dal mondo del professionismo del poker per dedicarsi alla produzione di vino.
Joe Sebok è un giocatore professionista di poker da ormai otto anni. O per meglio dire “era” in quanto pochi giorni fa ha reso pubblico il suo desiderio di lasciare il poker giocato, almeno nel ruolo continuo del PPP, per passare ad un mestiere totalmente diverso: il produttore di vino.
Sebok giustifica questa scelta dicendo di esser stanco di questa vita in cui l'unica cosa da fare è contare i soldi. Specifica poi di aver lavorato duro per 3 mesi nell'industria del vino e che i giocatori di poker sono pigri e non al massimo della forma.
Le sue parole hanno però sollevato una sorta di vespaio tra la comunità pokeristica internazionale, con molti giocatori che gli hanno risposto per le rime, prendendolo anche un po' in giro. Il più diretto è stato il danese Mickey 'mementmori' Petersen che, tramite i social network, ha scritto: “È alquanto fastidioso, ma non sorprendente, che un tipo come Joe abbia detto di esser stufo di giocare a poker per non dover contare solo i soldi. In realtà lui è uno dei giocatori più odiati nell'intera comunità. È anche buffo sentirlo dire che i giocatori sono pigri quando lui è entrato nel settore grazie unicamente al suo patrigno Barry Greenstein e non per suoi meriti personali. Il cambio di professione è piuttosto dettato dal fatto che gli unici soldi che riusciva a contare erano quelli dei microlimiti. Era stufo di non riuscire a crescere quindi“.
Parole dure nei confronti di Joe che, tutto sommato, è pur sempre accreditato di quasi $1,9 milioni vinti in carriera e pur non avendo mai vinto un evento di poker live, come un braccialetto WSOP per esempio, è accreditato di tre tavoli finali del WPT e di ben 17 ITM alle World Series.
Dal prossimo anno quindi gli Stati Uniti avranno un giocatore di poker in meno ma un produttore di vino in più. Vedremo se la sua fortuna nel mondo degli affari enoligici sarà pari a quelli pokeristici. E se la stima dei suoi nuovi colleghi sarà più alta rispetto a quelli dell'ormai ex settore di competenza di Joe Sebok.