A pochi mesi dal lancio del poker online spagnolo alcune poker room hanno programmato di restituire le licenze a causa degli scarsi introiti ottenuti fin ora. Stessa cosa nel mercato francese nel quale sono rimasti solo 27 operatori.
A pochi mesi dal lancio del poker online spagnolo alcune poker room hanno programmato di restituire le licenze a causa degli scarsi introiti ottenuti fin ora. Stessa cosa nel mercato francese nel quale sono rimasti solo 27 operatori.
A pochi mesi dal lancio del poker online spagnolo alcune poker room hanno programmato di restituire le licenze a causa degli scarsi introiti ottenuti fin ora. Stessa cosa nel mercato francese nel quale sono rimasti solo 27 operatori.
Il poker online vive un periodo decisamente poco felice. Ce ne rendiamo conto in Italia, prima nazione a creare un mercato interno legalizzato del poker online dando di fatto il via alle nicchie europee del mercato. Quattro anni fa vi fu un vero boom per il poker nostrano, ma oggi si notano le differenze con i numeri in continuo calo.Stesso discorso per il mercato francese, più giovane di quello italiano di poco più di un anno. Anche lì si era partiti con pieno entusiasmo ma le cose sono invece andate in maniera contraria alle previsioni. E ora la crisi colpisce il neo nato mercato spagnolo, a dimostrazione che la divisione del mercato europeo in più frazioni alla lunga non è affatto una cosa positiva.
Tornando al paese iberico vi sono le prime richieste di restituzione della licenza di gioco da parte di alcuni operatori che non sono riusciti a fare breccia nel cuore dei giocatori spagnoli. La maltese GaolWin e la finlandese Paf stanno seriamente valutando l'ipotesi di abbandonare la Spagna e a far loro l'eco sono già pronte il gruppo locale Cirsa e lBapuestas, marchio di Ladbrokes nel paese iberico.
Il capo della sezione Poker di Paf, Herbert Paradis, ha ammesso che al momento si sta valutando attentamente la strategia della compagnia, sostenendo che l’uscita dal mercato sia dovuta allo scarso interesse per l’offerta di poker online da parte del pubblico spagnolo e che una via di uscita consisterebbe nell’accogliere nuovi partner con una buona liquidità. Potrebbe quindi andarsi ad unire al network Ongame, attualmente in difficoltà rispetto alle dirette concorrenti Microgaming e iPoker.
Attualmente sono 53 gli operatori autorizzati dalla direzione giochi del governo spagnolo (DGOJ). Società che hanno ottenuto la licenza per operare nel poker online oltre che nelle scommesse sportive, i giochi da casinò ed il bingo.
Con l'evidente crisi spagnola, che va a braccetto con queanto sta sucedendo in Francia ed in Italia l'unica soluzione prevedibile per una inversione di rotta è il mercato comune, con una evidente riorganizzazione delle licenze per permettere specificatamente alle poker room più attrezzate di fare fronte alle richieste di un mercato più ampio. Andando così ad aumentare la stessa potenzialità, nonché la liquidità, delle stesse poker room.