Annie Duke torna in tv e difende il poker

La sorella di Howard Lederer è stata ospite di due trasmissioni televisive americane nel giro di pochi giorni. Nella sua apparizione a Fox Business ha difeso a spada tratta non solo il poker, ma tutto il gambling in generale.

La sorella di Howard Lederer è stata ospite di due trasmissioni televisive americane nel giro di pochi giorni. Nella sua apparizione a Fox Business ha difeso a spada tratta non solo il poker, ma tutto il gambling in generale.

 

A volte ritornano. Howard Lederer si è fatto vivo settimane fa in alcuni casinò di Las Vegas, Chris 'Jesus' Ferguson pare vicino a un accordo con il Dipartimento di Giustizia, e Annie Duke ha partecipato alla trasmissione The Young Turks lunedì scorso, mentre giovedì è comparsa su Fox Business, dove si è parlato di poker ma soprattutto di gioco d'azzardo.

La Duke è stata introdotta negli studio di Fox Business come “ex giocatore di poker professionista”. Secondo Hendon Mob, non va a premio in un torneo live da dicembre 2011, mentre da dicembre 2010 a oggi è finita in the money solo una volta. Dopo gli scandali di UB e della Epic Poker League, Annie ha preferito rimanersene nell'ombra per un bel po'. Ma ora pare nuovamente pronta a tornare in pista, più battagliera che mai.Annie Duke in tv

Oltre alla Duke, ospite della trasmissione era anche Patrick Basham, autore del libro “Gambling: A Healty Bet”. Il dibattito che ne è nato è stato decisamente interessante. Parlando del suo libro, Basham ha dichiarato che “Il gioco d'azzardo è salutare per l'individuo e per la società. Ma queste cose non si leggevano nei libri, prima d'ora, perché i soldi della ricerca vanno a chi dice 'La società andrà all'inferno per colpa del gambling'. Il gioco d'azzardo è un intrattenimento stupendo, un momento ricreativo stupendo. Aiuta il nostro cervello e il nostro cuore”.

Annie Duke ha replicato sulla stessa lunghezza d'onda: “Meno dell'1% delle persone che hanno a che fare con qualche attività di gambling ha effettivamente problemi col gioco d'azzardo; se lo confrontiamo con l'alcol, dove dal 7% al 9% hanno problemi, si capisce come la questione sia di poco conto. E anche chi ha problemi alla fine sceglie da adulto consapevole, senza fare del male a nessuno”.

L'ormai ex (ma sarà davvero così?) giocatrice di poker ha poi aggiunto: “Si dice che il gioco online rovini la società. Ma perché non hanno detto la stessa cosa dello shopping online?”. E ancora, concludendo: “Prendiamo la Gran Bretagna: i dati relativi al periodo prima e dopo l'introduzione del gioco d'azzardo hanno dimostrato che non c'è stato un aumento di gambler che hanno sviluppato problemi”.

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