La clamorosa notizia sta facendo il giro del mondo: il circuito pokeristico promosso da Bernard Tapie, il cui esordio si sarebbe dovuto tenere allo stadio di Wembley, è sempre più in difficoltà. Tanto che la sede è stata cambiata.
La clamorosa notizia sta facendo il giro del mondo: il circuito pokeristico promosso da Bernard Tapie, il cui esordio si sarebbe dovuto tenere allo stadio di Wembley, è sempre più in difficoltà. Tanto che la sede è stata cambiata.
La clamorosa notizia sta facendo il giro del mondo: il circuito pokeristico promosso da Bernard Tapie, il cui esordio si sarebbe dovuto tenere allo stadio di Wembley, è sempre più in difficoltà. Tanto che la sede è stata cambiata.
Non è un bel periodo per Bernard Tapie e soprattutto per la sua immagine. Prima la lunghissima trattativa per acquistare Full Tilt Poker, finita come tutti sappiamo. Poi il lancio dell'International Stadiums Poker Tour (ISPT), spacciato come progetto ambizioso e innovativo, e che adesso rischia seriamente di finire nel cestino delle idee da buttare. Un torneo nato male e proseguito – se possibile – ancora peggio.
Ricorderete sicuramente le polemiche scaturite alcuni mesi fa, quando dal sito ufficiale dell'ISPT è stato tolto il riferimento al montepremi garantito, che avrebbe dovuto essere di 20 milioni di euro. E ricorderete certamente come l'esordio dell'ISPT era previsto per fine maggio allo stadio di Wembley, che gli organizzatori promettevano di riempire di tavoli elettronici prima, e classici in seconda battuta.
Poi il dietro-front: niente più satelliti a Wembley, ma soltanto la fase prettamente live. Solo che i tornei satelliti, sparsi su alcune poker room internazionali, sono andati praticamente deserti. Molte room hanno dovuto annullare gli eventi, altre invece si sono viste costrette ad abbassare il buy-in costruendo una serie di step di avvicinamento al satellite vero e proprio.
Fino all'ultima notizia, che sa tanto di bandiera bianca sventolata: l'International Stadiums Poker Tour non si giocherà più nello stadio di Wembley, ma al Wembley Conference Centre. Chiaramente il motivo ufficiale di tale spostamento non è stato divulgato dagli organizzatori, ma è facile capire come gli stessi abbiano preso coscienza dell'inevitabile danno di immagine che sarebbe occorso all'ISPT, se a Wembley invece delle centinaia di tavoli sbandierati ne fossero stati sistemati si e no una decina.
Spostando il torneo dallo stadio a un più sobrio (e infinitamente piccolo) centro adibito alle conferenze, Tapie e Masquellier (co-fondatore del circuito) stanno evidentemente cercando di metterci la proverbiale pezza. Cancellare definitivamente l'ISPT sarebbe un colpo troppo duro da digerire. Ridurlo a un normalissimo torneo, per quanto enormi fossero le premesse iniziali, sa di classico rospo da ingoiare.