Caso Full Tilt Poker: Chris Ferguson firma l’accordo con il DOJ

Chris 'Jesus' Ferguson ha inoltrato i documenti necessari alla corte federale che, una volta approvati dal giudice, faranno decadere tutte le accuse contro di lui in merito agli scandali venuti alla luce dopo il famigerato Black Friday.

Chris 'Jesus' Ferguson ha inoltrato i documenti necessari alla corte federale che, una volta approvati dal giudice, faranno decadere tutte le accuse contro di lui in merito agli scandali venuti alla luce dopo il famigerato Black Friday.

 

Sembra ormai in dirittura d'arrivo la vicenda penale che vede coinvolto l'ex membro del consiglio di amministrazione di Full Tilt Poker, Chris 'Jesus' Ferguson. Il cinque volte vincitore di un braccialetto alle WSOP ha firmato i documenti che segnano la 'resa' nei confronti del Dipartimento di Giustizia Americano: in cambio di 2,35 milioni di dollari (più un'altra cifra non rivelata e proveniente da un conto bancario confiscato) e della rinuncia a 14 milioni che secondo Ferguson gli sarebbero ancora dovuti da parte della poker room, il DOJ farà decadere ogni accusa.

Inoltre, Ferguson non potrà essere assunto da nessun tipo di sito di gioco d'azzardo online americano che non abbia una regolare licenza. Chris, che ha sempre dichiarato di non essere stato a conoscenza di attività illecite perpetrate da Full Tilt Poker, avrà 30 giorni di tempo per pagare il dovuto, dopo che il giudice Kimba M. Wood avrà approvato – cosa data per scontata – i termini dell'accordo.Howard Lederer

A questo punto possiamo dire che l'ex professionista della Red Room se l'è cavata più che bene. L'accusa gli aveva chiesto qualcosa come 42 milioni di dollari, ma come è successo anche per i vari Rafe Furst e Howard Lederer, che si sono accordati con il DOJ rispettivamente a novembre e dicembre, Chris ha risparmiato una valanga di milioni in questo accordo super favorevole. Ora soltanto l'ex CEO, Ray Bitar, non ha ancora raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia. Ma per lui la situazione è più complessa, visto che è accusato di frode e riciclaggio di denaro e rischia il carcere.

Diverso, invece, l'approccio di Ferguson, Furst, Lederer e Bitar dal punto di vista mediatico. Il primo non ha mai discusso pubblicamente le accuse contro di lui; il secondo ha scritto una sorta di lettera alla comunità pokeristica subito dopo lo scandalo; il terzo, infine, ha aspettato un anno e mezzo prima di farsi intervistare nel merito; Bitar, infine, si è scusato lo scorso luglio, dopo essersi consegnato alle autorità.

Intanto gli ex giocatori americani di Full Tilt Poker stanno ancora aspettando notizie riguardo ai rimborsi. Ormai mancano meno di due mesi al secondo anniversario del Black Friday, ma di denaro ancora non se ne vede l'ombra. E la sensazione è che la situazione possa rimanere tale ancora a lungo.

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