Ammetto di non aver mai nutrito grande simpatia per Vanessa Selbst. Pur riconoscendola come una delle top player mondiali, di sicuro la più forte donna al mondo, pecca secondo me di quel briciolo di umiltà ed ironia che la renderebbe simpatica al vasto mondo dei seguaci del poker.
Anzi, non ho mai perso l’occasione di punzecchiarla dopo alcune sue esternazioni. Una delle più famose: “Solo all’università di Yale non mi considero la più intelligente dei presenti!” Di sicuro Vanessa non ha problemi di autostima! Devo però parzialmente ricredermi dopo aver letto il suo “botta e risposta” con i fan.
Intervenuta su un social network USA si è messa a completa disposizione dei suoi tifosi o semplicemente dei curiosi in un divertente “ASK ME ANYTHING” letteralmente traducibile con “chiedimi qualsiasi cosa” rispondendo in maniera approfondita a domande di natura pokeristica e non, toccando anche temi molto personali come la sua omosessualità in maniera molto franca e diretta.
Sintetizzo alcuni passaggi interessanti. Per la pro di pokerstars il miglior giocatore al mondo è: “Phil Ivey, sempre stato lui, sempre sarà lui” Amica di Phil Galfond, non disdegna una battuta a chi gli chiede cosa ne pensi di lui: “Penso che sia una gran coglxxxx! Non mi ha mai fatto provare lo scivolo che aveva nella sua casa di New York, ed ora l’ha venduta!” Da notare che la domanda è stata posta da un utente con il nick Phil Galfond, non si sa se era proprio lui o solo un suo fan smodato!
Vanessa, vincitrice negli mtt live di oltre 7 milioni di dollari, tocca anche il tema dei reali guadagni: “Sicuramente ho runnato bene, ma la cifra reale non è nemmeno lontanamente paragonabile ai 7 milioni, a questi bisogna togliere almeno 1,5-2 milioni di buy in, tasse e spese di viaggio, che sono incredibilmente alte! Oltre a questo bisogna anche tener conto che spesso nei tornei ad alto buy in si vendono delle quote”
Poi parla anche dell’ultimo main event WSOP dove aveva coachato Jesse Sylvia, in un FT che di sicuro non sarà ricordato per la sua brillantezza di gioco: “Jesse ha giocato davvero bene, ma credo che sul finire la stanchezza abbia giocato un ruolo primario nel torneo. Durante il torneo io gli continuavo a dire che doveva bluffare di più, ma non sempre mi ha dato retta!” A chi gli chiede quante notti passa nel letto di casa sua e non in quello di un albergo Vanessa risponde: “Circa 180 giorni all’anno, ma solo perché vivo a Las Vegas, altrimenti credo che sarebbero non più di 70-80!”
Nell’incipit iniziale Vanessa specifica “di essere anche lesbica e fan dei diritti civili, felicemente fidanzata con una meravigliosa ragazza con la quale convolerà a nozze ad Agosto a New York” per cui non si tira indietro alla domanda su com’è essere una donna omosessuale al tavolo da poker: “Essere lesbica nel mondo del poker è ok, non mi crea nessun problema a parte dover bloccare un paio di troll alla settimana su Twitter. Nessuna persona che possa definire intelligente mi ha mai dato problemi! Scavando più a fondo per rispondere alla domanda direi che la mia più grande sfida sta nella percezione. Come lesbica piuttosto mascolina la gente tende a vedermi cattiva ed aggressiva, ma è solo uno stereotipo affibbiatomi dai media che vogliono che interpreti quel ruolo, che non sempre è reale, ma solo una caratterizzazione di me stessa. Questa, di gran lunga è la mia sfida più dura!”
E a chi gli chiede come si fa a gestire un periodo di downsiwing la due volte braccialettata risponde candidamente: “E che cos’è un down swing???”
C’è chi poi senza girarci troppo attorno chiede l’incidenza della fortuna nei poker pro. La ventinovenne newyorkese non si tira indietro: “La maggior parte dei professionisti sono davvero dei bravi giocatori. Non si fanno tanti risultati solo grazie alla fortuna. Detto questo personalmente ritengo di aver runnato eccezionalmente bene nei tavoli finali che ho disputato. E questa è una delle abilità più importanti: saper di poter contare sulla fortuna quando in ballo ci sono cifre da 6-7 zeri!”
Insomma una Vanessa che si concede ai suoi fan rispondendo con estrema franchezza e simpatia alle domande più disparate, rendendola decisamente più “alla mano” che non in altre circostanze.