Poker online: sei un giocatore perdente? Ecco le scuse piu gettonate!

L’evoluzione del poker ha portato questa disciplina a subire grossi cambiamenti nel corso del tempo. Eppure i giocatori vincenti ci sono sempre stati. Così come i perdenti, che a seconda del periodo storico hanno avuto una scusante sempre diversa.

L’evoluzione del poker ha portato questa disciplina a subire grossi cambiamenti nel corso del tempo. Eppure i giocatori vincenti ci sono sempre stati. Così come i perdenti, che a seconda del periodo storico hanno avuto una scusante sempre diversa.

 

Nella categoria dei giocatori perdenti, c’è chi ammette candidamente di non essere ancora sufficientemente capace per sfondare, e chi invece tira fuori una serie di scuse, perché non in grado di ammettere la propria inferiorità. Giocatori del genere, nel mondo del poker online, esistono sin dall’inizio. Ma come si è evoluto il gioco, così si sono evolute anche le relative scuse; eccovi una serie di “non vinco perché”, con relativa collocazione temporale.

1998-2002: il server è rigged

Altrimenti detto “più giochi male e più ti ripagano”. Un classico senza tempo, che ha origine praticamente agli inizi del poker online. Non importa quanto sei bravo (!), il server premierà sempre il giocatore più scarso, che chiuderà immancabilmente il suo progetto di scala nut in backdoor. Nel 2013 è ancora una delle scuse che va per la maggiore.

2002-2005: è impossibile giocare contro i fish

Il poker online comincia ad aumentare la sua popolarità e arrivano orde di fish. Bene? Be’, per i giocatori bravi sì. Per gli scarsi, invece, la scusa del momento è: impossibile giocare contro gente che chiama qualsiasi cosa. L’unica è salire di livello, dove ci sono i giocatori più forti, ma almeno i rilanci sono rispettati.Se sei uno squalo, i fish te li mangi!

2005-2006: shortstacking e ratholing

Le strategie short-stack, a quei tempi, hanno destabilizzato il poker online, bisogna ammetterlo. Il ratholing (sedersi con poche chip, raddoppiare, uscire dal tavolo e poi tornare con lo stack iniziale) ha fatto storcere il naso a molti, tanto che parecchie poker room hanno deciso di impedire tale pratica. Certo è che anche a quel tempo, se uno era bravo vinceva lo stesso.

2006-2007: l’invasione degli HUD

Cominciano a diffondersi i software che tengono traccia delle tendenze di gioco degli avversari e che ne raccolgono le statistiche. Alcuni gridano al cheating, quando in realtà sarebbe bastato semplicemente adeguarsi e cominciare a usare gli stessi strumenti. Ma poi lo scarsone di turno che scusa avrebbe potuto tirare fuori?

2007-2009: il range mergingPerché non vinco mai?

In pratica, de-polarizzare il range di puntata, aggiungendo mani di media forza per aumentare l’EV. Una delle scuse più assurde addotte dai perdenti dell’epoca. Come se le squadre di calcio si lamentassero dell’irregolarità delle vittorie del Barcellona, perché i catalani hanno sviluppato la strategia del tiki-taka.

2009-2011: arrivano i nit

E insomma. Non si vince perché oramai giocano tutti super-tight, non scommette più nessuno, i giocatori sono solidi. Dunque una decina di anni prima non si vinceva perché erano tutti fish e giocavano a caso, ora non si vince perché sono tutti iper-chiusi e giocano in maniera accorta. Valli a capire.

2011-oggi: il bumhunting

La persecuzione del giocatore scarso. Si diffonde la tendenza dei regular di cercare di sfidare (soprattutto in heads-up) i player meno bravi. Il bumhunting esiste davvero, per carità, ma siamo sempre lì: se non sei capace, non ti puoi lamentare di giocare e perdere contro uno più forte di te.

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