Il boom del poker ormai alle spalle, un mercato saturo e la situazione del live ancora in alto mare: il panorama è cambiato rispetto a pochi anni fa. Chi volesse cominciare ora a giocare da professionista incontrerebbe maggiori difficoltà.
Il boom del poker ormai alle spalle, un mercato saturo e la situazione del live ancora in alto mare: il panorama è cambiato rispetto a pochi anni fa. Chi volesse cominciare ora a giocare da professionista incontrerebbe maggiori difficoltà.
Il boom del poker ormai alle spalle, un mercato saturo e la situazione del live ancora in alto mare: il panorama è cambiato rispetto a pochi anni fa. Chi volesse cominciare ora a giocare da professionista incontrerebbe maggiori difficoltà.
Il sogno di moltissimi appassionati di poker è quello di diventare giocatori professionisti, viaggiare per l'Italia e per il mondo, sfidare i top player e combattere per portarsi a casa trofei e premi milionari. Alcuni dei migliori pro italiani hanno cominciato proprio così, sognando. Ma hanno cominciato in un periodo profodamente diverso da quello che il poker online e il poker live stanno attraversando al momento.
Chi ha deciso di intraprendere la carriera di giocatore di poker professionista qualche anno fa, poteva contare su una situazione nettamente più favorevole. Partiamo dal mondo del poker online. Senza menzionare il sottobosco delle room cosiddette '.com', palestra nella quale molti si sono fatti le ossa, i primi anni di '.it' erano una manna dal cielo: sale piene a tutte le ore, giocatori mediamente più scarsi (molti neofiti non avevano mai aperto una poker room in vita loro) e operatori pronti a mettere sotto contratto i migliori player italiani.
Oggi il mercato è saturo e persino i top pro fanno fatica a mantenere o trovare una sponsorizzazione. Chiedere per conferma ai vari Salvatore Bonavena e Massimiliano Martinez, tanto per fare solo un paio di nomi. Inoltre il bacino d'utenza si è ridotto significativamente, anche se è stato introdotto il cash game online, e di fish ce ne sono sempre meno. Non una situazione ideale chi volesse affacciarsi al professionismo.
Non che vada molto meglio nel poker live. Anzi, possiamo dire che va addirittura peggio. Fino a qualche anno fa i circoli pullulavano e ne spuntavano di nuovi come funghi: trovare un posto dove poter giocare a poker dal vivo, qualsiasi giorno della settimana, era una passeggiata di salute. Oggi giocare in uno dei circoli aperti (ce ne sono, ma infinitamente meno rispetto a 3-4 anni fa) equivale a correre il rischio – più che altro il fastidio, viste le sentenze poi positive – di vedersi piombare la Guardia di Finanza.
Con questo non stiamo dicendo che è diventato impossibile intraprendere la carriera di giocatore di poker professionista, per carità. Vogliamo soltanto sottolineare, se possibile mettere in guardia, che non è più come una volta. Già prima non era semplice, per via della concorrenza comunque agguerrita e delle abilità tecniche e psicologiche necessarie per sfondare, ma oggi è sicuramente molto più dura. A voi la scelta.