Per essere un giocatore di poker vincente, occorre prima di tutto sedersi al tavolo con la giusta disposizione psico-fisica. Alla fine, tutto si risolve in un semplice mantra: giocare sempre al meglio e non farsi prendere dalle emozioni.
Per essere un giocatore di poker vincente, occorre prima di tutto sedersi al tavolo con la giusta disposizione psico-fisica. Alla fine, tutto si risolve in un semplice mantra: giocare sempre al meglio e non farsi prendere dalle emozioni.
Per essere un giocatore di poker vincente, occorre prima di tutto sedersi al tavolo con la giusta disposizione psico-fisica. Alla fine, tutto si risolve in un semplice mantra: giocare sempre al meglio e non farsi prendere dalle emozioni.
Quante volte vi è capitato di sapere esattamente cosa fare al tavolo, ma di intestardirvi nel fare l’opposto? In tv lo vediamo spesso: un giocatore dice all’altro “so che la tua mano è più forte della mia”, giusto un attimo prima di lanciare le chip nel piatto. Ma se i campioni, come Daniel Negreanu (uno che eccede in questo genere di mosse) lo fanno principalmente per l’ego – se hanno ragione e perdono, diranno che lo sapevano; se hanno torto e vincono, diranno che hanno fatto bene a fidarsi dell’istinto – i giocatori mediocri lo fanno… proprio perché sono mediocri.
Questo è solo uno dei tanti modi in cui un giocatore di poker che non può ancora definirsi vincente finisce per sabotare se stesso. Un altro è quello di lasciare che le emozioni prendano il sopravvento. Occorre fare attenzione che le emozioni (dalla rabbia alla gelosia, passando per l’imbarazzo e il nervosismo) non ci facciano deviare dal percorso logico.
Occorre giocare ogni mano pensando che l’unica cosa che conta è prendere la decisione giusta, ed è così che ragiona e gioca un giocatore di poker vincente. Gli altri, invece, troppo spesso si fanno prendere da altre sensazioni, come lo spirito di rivalsa, il voler dimostrare qualcosa, il sentirsi in debito con la fortuna e così via. Ma questo è il modo migliore per continuare a perdere.
Una volta finita la mano, i giocatori vincenti chiudono il capitolo e ne aprono un altro. Non che si dimentichino della mano in questione, anzi: è cosa buona e giusta ricordarsi ogni mano giocata e il carico di informazioni che se ne può trarre; il capitolo chiuso è quello che riguarda l’emotività, che non deve in nessun modo inficiare il ragionamento nel prosieguo del gioco.
Un altro aspetto che contraddistingue un giocatore di poker vincente è l’accettazione del poker come un gioco che ha i suoi ‘limiti’, per così dire. La varianza è inevitabile e sarà sempre lì a ricordarvi che ci vuole anche un po’ di fortuna: se tenete a mente questo concetto, potete evitare tutti quei diffetti che affliggono i giocatori che finiscono in tilt. Non si può vincere ogni mano o ogni sessione: occorre solo cercare di giocare sempre al meglio e prendere sempre le migliori decisioni.
Infine, i giocatori vincenti evitano i pensieri negativi, responsabili più o meno consapevolmente di parecchie scelte sbagliate. Eliminate dal vostro vocabolario termini come “sono sfigato”, “non sono capace di giocare la coppia di jack”, “non vinco mai quando mi siedo vicino al dealer”, “mi ritrovo sempre il chip leader alla mia sinistra” e cose del genere: vedrete che il vostro gioco ne gioverà.