In questo editoriale vorrei ripercorrere le tappe che hanno portato da prima allo sdoganamento del poker online in Italia, con la legalizzazione del poker.it e successivamente valutare i possibili sviluppi futuri, con la possibilita' di arrivare a breve ad un mercato con una liquidita' condivisa.
Prima dell'arrivo delle poker room.it come era la situazione normativa in Italia?
Fino all'anno 2009 non esisteva una normativa riguardante il poker online nel nostro stato. I giocatori potevano giocare nelle sale cosi' dette .com e confrontarsi con giocatori provenienti da tutto il mondo, senza versare nelle casse dello stato un solo cents sottoforma di tasse. Il “mondo” del poker online era un fenomeno molto piu' ridotto di adesso e non esistevano sale da gioco propriamente Italiane, ma erano tutte poker room che nel corso degli anni avevano tradotto i loro siti e il software anche in Italiano. Mi ritorna alla mente che una tra le prime sale a tradurre sia il sito che il software di gioco fu Everest poker e questa mossa ne decreto ' un rapido successo commerciale nel mercato italiano. Pokerstars, Party poker e Full tilt poker erano le sale piu' diffuse, ma anche Titan poker, 888 ed Everest potevano contare su moltissimi giocatori provenienti dal bel paese.
Perche' si decide di passare dalle sale.com a quelle .it?
Nel 2008 l'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti e il suo staff sotto il governo presieduto da Silvio Berlusconi, decise di riorganizzare il settore del gioco online in Italia con l'introduzione per la prima volta in Europa di un sistema concessorio, ovvero ogni societa' doveva acquisire una concessione italiana per poter svolgere l'attivita' di raccolta giochi, oltre a dover pagare le tasse in Italia. Molte societa' con regolare licenza Maltese e di altre nazioni Europee fecero ricorso contro questa nuova regolamentazione italiana, che secondo loro andava in contrapposizione con il libero mercato europeo, ma alla fine la nuova regolamentazione venne approvata e nei primi mesi di settembre Gioco Digitale fu il primo operatore italiano a proporre tornei di poker online autorizzati in Italia. ( fino a luglio 2012 in Italia il poker cash non era consentito)
Cosa fece lo stato per far rispettare la nuova regolamentazione?
Il primo passo che segui' lo stato italiano per far rispettare la nuova regolamentazione fu quello di bloccare molti (IP) indirizzi di gioco dei siti che non erano in possesso della licenza (una black list che si puo' trovare ancora nel sito del monopolio Aams) , ma continuavano a far giocare i giocatori italiani. I primi tempi fu molto semplice superare tali limitazioni ( bastava infatti modificare i propri dns per i giocatori, o cambiare il nome del sito bloccato ad esempio con un numero prima del nome del sito www.1italiapoker.com) ma con il passare dei mesi furono sempre di piu' i siti di gioco che preferirono acquisire una regolare licenza italiana che usare questi escamotage per far giocare giocatori italiani nelle proprie sale, per molti motivi che analizzeremo nel prossimo punto.
Perche' le poker room.com decisero di entrare nel mercato .it?
Con il passare dei mesi e visto il crescente successo che ottenne Gioco digitale e le altre sale che decisero da subito di entrare nel mercato regolamentato italiano ( Sisal, Snai, Lottomatica, People's poker) anche i principali operatori esteri ( Pokerstars, Bwin, ecc…) chiusero le loro sale.com per aprire sale dedicate esclusivamente a giocatori Italiani. Ma perche' queste poker room decisero di entrare nel mercato regolamentato?
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Sicuramente uno dei fattori principali che ha spinto molti operatori ad entrare fu la possibilita' di poter pubblicizzare su tutti i canali disponibili ( televisione, radio, internet) la propria sala, cosa che prima non era consentiva agli operatori .com.
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Il secondo fattore fondamentale era il grande successo che il poker stava avendo in Italia, che aveva spinto i giocatori che solitamente giocavano nelle sale.com a giocare nelle sale.it per l'enorme numero di giocatori scarsi che in quel periodo frequentava le sale italiane e che permetteva in poco tempo di fare moltissimi soldi, questo quindi permetteva alle sale di acquisire ogni giorno un numero sempre maggiore di clienti e i fatturati aumentavano
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Era il primo mercato realmente regolamentato e questo aiutava le sale estere che fino a quel momento avevano goduto di grossi vantaggi anche a livello fiscale, di poter affermare che se uno stato applicava delle regole le societa' le avrebbero subito rispettate.
Perche' i giocatori Italiani decisero di pagare delle tasse per giocare in Italia, piuttosto che continuare a giocare nelle sale estere?
Potrei rispondere con una battuta che mi fece un grinder quando nel 2009 lo intervistai proprio su questo argomento, “perche' continuare a giocare nelle sale.com dove giochi con giocatori molto forti ( americani, scandinavi ecc..) quando puoi fare un sacco di soldi nelle sale.it in poche ore di gioco?” Questa risposta credo sia la sintesi migliore del motivo per cui gli italiani in massa abbandonarono le sale.com per passare alle.it
Nella seconda parte dell'editoriale (che uscira' nei prossimi giornbi) andremo a ricercare i motivi che hanno decretato il successo del poker.it cresciuto a doppie cifre fino al 2011 e a chiederci se l'introduzione della variante poker cash sia stata o no un successo in Italia e sopratutto se l'arrivo dei giochi di casino' abbiano sottratto giocatori al poker online.
Nella terza ed ultima parte invece proveremo a tracciare il bilancio del poker.it e i suoi possibili sviluppi con la possibilita' di aprire il mercato anche ad altri stati regolamentati (Francia e Spagna) visto il forte calo che ha subito il settore nel 2012 e 2013.
Sono uno dei fondatori di Poker Italia Web, la voce libera del gioco. Sono nel settore dei giochi dal 2009 e oltre al poker sono appassionato di scommesse sportive, criptovalute e viaggi.