Il wall street journal elogia il gioco del poker

Il famoso The Wall Street Journal, uno dei piu' importanti quotidiani Americani, ha recentemente pubblicato un’interessante articolo dedicato al poker dal titolo: “The Science of Winning Poker”.

Il famoso The Wall Street Journal, uno dei piu' importanti quotidiani Americani, ha recentemente pubblicato un’interessante articolo dedicato al poker dal titolo: “The Science of Winning Poker”.

 

Il prestigioso quotidiano, fondato a New York nel lontano 1889, è considerato un punto di riferimento mondiale per il settore della finanza.
L’articolo inizia raccontando i numeri dell’ultimo main event WSOP e lo sviluppo che il gioco ha avuto dopo l’effetto Moneymaker e si sofferma soprattutto sugli aspetti matematici del Texas Hold’em. Ovviamente il quotidiano ha un bacino d’utenza ben differente da un forum di pokeristi, per cui viene fatta una breve spiegazione del gioco prima di parlare di calcoli e statistiche.


Nell’articolo pubblicato il 27 luglio, l’autore cita quello che è maggiormente riconosciuto come il teorico di poker: David Sklansky, per affermare che alla fine ciò che conta è la qualità delle decisioni prese al tavolo, non il loro esito immediato. Insomma, il famoso concetto di “lungo periodo” dove far la scelta giusta conta molto di più che essere solo “fortunati”. Oltre a Sklansky viene menzionato anche Phil Galfond. Phil ha dimostrato che il modo migliore per analizzare un’azione nel poker è quella di considerare un “range” di mani dell’avversario. Naturalmente a fondo pagina sul WSJ c’è la spiegazione di cosa voglia dire “range” nello slang pokeristico!


MoneymakerL’autore dell’articolo è Christofer Chabris, classe 1966, laureato ad Harvard, professore di psicologia, autore di libri e maestro di scacchi, che quest’anno ha deciso di partecipare per la prima volta alle WSOP, pur senza avere particolari conoscenze del gioco.


Interessante è la domanda finale che si pone l’autore: perché questo balzo in avanti nella strategia di un gioco che esiste da più di un secolo? Secondo il professor Chabris questo è dovuto all’uso della tecnologia legato al sempre maggior numero di persone che possono fruire sia del gioco che della tecnologia stessa. Il gioco online ha permesso di potersi qualificare agli eventi importanti attraverso i satelliti e di poter partecipare a tornei online dal buy in accessibili a tutti. Questo ha portato a decuplicare il numero dei giocatori. Con più persone la creatività collettiva e la potenza di pensiero sono cresciuti di un ordine di grandezza. Sempre secondo il professor Chabris “la crescita delle teorie del poker sono un perfetto esempio di come l'innovazione accelera quando una comunità interagisce collettivamente. I giocatori di poker di oggi di tutto il mondo sono sempre alla ricerca di nuove idee e di perfezionamento dei loro stili di gioco, guidate dalle nuove generazioni di più fresca mentalità. E il progresso collettivo deriva dall'applicazione di intelligenza collettiva: mettere più menti a lavorare su un problema rende la scoperta di nuove e migliori soluzioni molto più probabile.

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