Dagli Stati Uniti arriva una brutta storia di cronaca nera che riguarda purtroppo il poker. Un 44enne del Michigan ha sorpreso il fratello a barare durante una partita casalinga e gli ha sparato, uccidendolo, in seguito ad una lite.
Dagli Stati Uniti arriva una brutta storia di cronaca nera che riguarda purtroppo il poker. Un 44enne del Michigan ha sorpreso il fratello a barare durante una partita casalinga e gli ha sparato, uccidendolo, in seguito ad una lite.
Dagli Stati Uniti arriva una brutta storia di cronaca nera che riguarda purtroppo il poker. Un 44enne del Michigan ha sorpreso il fratello a barare durante una partita casalinga e gli ha sparato, uccidendolo, in seguito ad una lite.
È chiaro che in questi casi il poker è più che altro un pretesto, non si arriva ad uccidere un fratello solo per una partita casalinga. Quando si verificano certi brutti episodi di cronaca però si va subito a cercare il movente di un gesto folle, sottolinendo la futilità della causa e rapportandola alle conseguenze tragiche. Ecco allora che si può pagare con la vita un tentativo di imbroglio nel poker…
La storia è stata riportata la settimana scorsa dalla testata locale americana ‘mlive’. Il sito prima ha pubblicato la notizia di un 43enne, Jeffery Moore, ucciso alle 5 di un sabato notte per colpa di una banale partita di carte. Poi vengono rivelati tutti i dettagli: in casa si giocava a poker e l’avversario-assassino era il fratello Andre, 44enne.
Andre ha sorpreso Jeffery a barare e lo ha buttato fuori di casa. È nata una lite in giardino e Andre ha estratto una pistola colpendo al petto il fratello. Un tranquillo sabato sera con carte e chips si è trasformato insomma in una vera e propria tragedia… Per fortuna stiamo parlando di un caso isolato, il nostro amato gioco ormai non ha più nulla a che vedere con queste storie che ricordano ancora molto il vecchio Far West.