Hillel Nahmad evita 100 anni di carcere pagando quasi $7 milioni

Inserito un altro tasello nella lotta tra il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e la mafia russa. Hillel Nahmad è stato dichiarato colpevole  di gioco d’azzardo illegael e per evitare il carcere dovrà versare una cauzione di $6,4 milioni.

Inserito un altro tasello nella lotta tra il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e la mafia russa. Hillel Nahmad è stato dichiarato colpevole  di gioco d’azzardo illegael e per evitare il carcere dovrà versare una cauzione di $6,4 milioni.

 

È stato condannato a pagare una cauzione di $6,4 milioni, oltre alla confisca di un quadro del valore di centinaia di migliaia di dollari, ma può dirsi fortunato Hillel Nahmad, visto che si trovava di fronte ad una condanna a 96 anni di carcere. L’accusa è stata di gioco d’azzardo illegale, cospirazione, riciclaggio e racket, tutti capi riconosciuti dalla corte. Bisogna dire che se c’è qualcuno che può permettersi di pagare una multa di $6,4 milioni è proprio un membro della famiglia Nahmad, visto che il loro capitale finanziario ammonta ad oltre $3 miliardi. Il 35enne Hillel, che lavora nel campo dell’arte impressionista e modernista, possiede un appartamento alla Trump Tower di New York del valore di $21 milioni, giusto per fare un esempio.

 

Naturalmente ci si chiede come mai qualcuno della sua ricchezza si sia fatto invischiare in un circolo di gioco d’azzardo illegale. E la sua risposta è stata che è cominciato tutto cominciando a scommettere con un gruppo di amici. La cosa poi si è allargata e gli è sfuggita di mano.

 

Questo cosiddetto gruppo di amici comprendeva un totale di 34 persone, che facevano girare cifre per un totale di $100 milioni. Nahamd non era l’unico membro di spicco del gruppo, visto che erano coinvolti personalità del mondo degli affari e del poker come Molly Bloom, Bill Elder, John Hanson e Abe Mosseri.

 

Tra gli incriminati c’è anche il mafioso russo Alimzhan Tokhtakhounov, probabilmente il coordinatore del gruppo. Tokhtakhounov era già ricercato dalla polizia statunitense con le accuse di aver corrotto dei giudici di pattinaggio durante i giochi olimpici invernali. Purtroppo però le accuse non hanno mai avuto un seguito legale perché l’Italia, che arrestò inizialmente Tokhtakhounov su indicazione delle forze dell’ordine statunitensi, non concedette l’estradizione e lo lasciò libero di andarsene.

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