Tony Hakki è un pro inglese che ha vinto una lunga battaglia legale. Non dovrà più mantenere il figlio in quanto la figura di professionista del poker non è riconosciuta ufficialmente e dunque le vincite non contano come un normale reddito.
Tony Hakki è un pro inglese che ha vinto una lunga battaglia legale. Non dovrà più mantenere il figlio in quanto la figura di professionista del poker non è riconosciuta ufficialmente e dunque le vincite non contano come un normale reddito.
Tony Hakki è un pro inglese che ha vinto una lunga battaglia legale. Non dovrà più mantenere il figlio in quanto la figura di professionista del poker non è riconosciuta ufficialmente e dunque le vincite non contano come un normale reddito.
Spesso ci ritroviamo a parlare dei problemi che hanno i giocatori di poker con le varie leggi del proprio Paese di origine. È già abbastanza difficile sdoganare il nostro amato gioco e legalizzarlo come si deve, figuriamoci se ci mettiamo a discutere della possibilità di riconoscere l’attività del poker pro come un lavoro a tempo pieno… Dall’Inghilterra arriva una storia molto interessante a tal proposito.
Tony Hakki fino all’età di 45 anni faceva il broker, ma poi nel ’98 resta senza lavoro e decide di dedicarsi a tempo pieno al gioco del poker, diventando un professionista. La sua vittoria live più importante risale ad un British Open del 2001 e il sito HendonMob registra oltre 186mila dollari di vincite. Tony inoltre gestisce una sua skin, perciò ha a che fare anche con l’online.
Nonostante il poker da sei anni sia tutta la sua vita lavorativa, Tony è riuscito a vincere una lunga battaglia legale, in un certo senso molto ambigua… Un giudice infatti ha riconosciuto il poker come la fonte di sostentamente del signor Hakki, ma ha stabilito che egli non è tenuto a mantenere suo figlio con dei regolari assegni per gli alimenti.
Secondo questo giudice inglese, l’attività di poker pro non è regolarmente retribuita da nessuno, non è insomma un vero e proprio lavoro riconosciuto dalle leggi. Dunque nel singolo caso il pro in questione viene favorito da tale decisione… Ma restano seri dubbi sul senso della sentenza. Vedremo se sarà destinata a fare scuola…