Due giorni fa ha vinto uno dei tornei di poker dal montepremi più alto che si possa ricordare, incassando $15 milioni. Ora rimbalzano sul web le sue dichiarazioni non certo d’amore sul mondo del poker in generale. Dan Colman non vuole essere da modello per nessuno.
Vincere il Big One, il torneo di poker live dal buy-in da $1 milione di dollari che si è tenuto, per la seconda volta, nel corso delle WSOP 2014, è un sogno che si è avverato per Dan Colman. O forse no? Certo che voleva vincerlo, altrimenti non lo avrebbe nemmeno giocato. Ma lascia perplessi il suo comportamento subito dopo la vittoria, essendosi negato alla usuale intervista dedicata al vincitore di un evento del genere.
Dan Colman, noto anche con il nickname di mrGR33N13 con il quale frequenta i tavoli di high stakes del poker cash game online, è l’antidivo per eccellenza ed ha spiegato questo suo comportamento in un lungo post pubblicato sul blog personale dal quale vi riportiamo alcuni passaggi.
“Non devo spiegazioni a nessuno – esordisce il giovane player statunitense – Non devo al poker una sola cosa. Ho avuto la fortuna di beneficiare finanziariamente delle vittoria in questo gioco ma ho giocato abbastanza a lungo da poter vedere anche il lato brutto di questo gioco. È un mondo nel quale i professionisti non sempre sono felici e non vivono questa vita appagante come possa sembrare. Avere un posto di lavoro che è spesso vittima della varianza può essere fortemente stressante. Inoltre può portare a molte cattive abitudini. non raccomanderei mai a nessuno, in un milione di anni, di diventare un professionista di poker“.
Un discorso che può apparire ipocrita da una persona che è appena diventata incredibilmente ricca grazie proprio ad un torneo di poker. Ma Dan non si ferma qui e spiega meglio il suo pensiero: “Questo è un gioco dove nemmeno i player amatoriali sono spesso contenti. Giocano per diletto e alla lunga perdono. E poi perdono ancora e qualcuno arriva a giocarsi anche soldi che gli servono per vivere. Questo va bene per chi vince perché se c’è qualcuno così stupido da giocare con soldi che non può permettersi di perdere è un problema suo. Però, in un mondo perfetto, i mercati si basano su consumatori informati che fanno operazioni razionali. Purtroppo nella vita reale non è così e i mercati si basano sulla pubblicità per inculcare nella gente dei nuovi bisogni, altrimenti superflui. Non mi piace che il poker venga pubblicizzato, dovrebbero vietarlo come per l’alcool o le sigarette.“
“Secondo me il poker ha un effetto negativo sulla gente – ribadisce il player statunitense – sia finanziariamente che emotivamente. E non mi piace che una mia vittoria venga celebrata. La gente non deve avere per modello delle persone che hanno uno stile di vita “ballas”. Si viene distratti da certe cose e si perdono di vista le cose realmente importanti.“
Un discorso che non ci si sarebbe mai aspettato da un giocatore di poker. Sicuramente una voce fuori dal coro. “Queste sono le mie opinioni personali – conclude Colman – e sì, mi rendo conto del conflitto. Il poker mi piace. Amo la parte strategica del gioco. Ma lo vedo come un potenziale pericolo, un gioco poco sicuro.“
Dan Colman ha vinto $15 milioni in appena due giorni di torneo. Ma invece di festeggiare mette in discussione l’intero sistema che gli ha permesso di vincere quegli stessi soldi. Onore a lui che si è dimostrato tutt’altro che ipocrita.