Nulla di nuovo per il poker live italiano, ancora una volta ‘maltrattato’ sia dalle forze dell’ordine che da una stampa come sempre generalista e poco informata. Stavolta sono 21 le denunce per un sequestro “di circa 900 fiches per un controvalore di 700mila euro”.
A dare notizia dell’ennesimo circolo colpito dai controlli delle forze dell’ordine è l’Ansa, che in suo comunicato scrive: “In apparenza era un semplice circolo privato per il gioco del poker, senza soldi in palio. Ma in realtà si trattava di una vera e propria bisca clandestina dove venivano organizzati tornei di Texas Hold’em con tanto di montepremi in denaro. Ventuno persone, tutte appartenenti ad un’associazione dilettantistica di Carisio (Vercelli), sono state denunciate dalla polizia di Vercelli. I montepremi arrivavano fino a 2000 euro. Sequestrate circa 900 fiches per un controvalore di 700mila euro“.
Ora, oltre alla spiacevole situazione di un nuovo circolo, aperto da appena una settimana e dove sembra si stava giocando soltanto un satellite di qualificazione, quello che colpisce veramente è l’ammontare dei 700.000 euro di valore per quello che potrebbe sembrare un sequestro record. In realtà è poco probabile che sia quello il reale valore delle
chips come del resto confermerebbe lo stesso comunicato, dove si afferma che i montepremi dei tornei toccavano quota 2.000 euro.
Ma si sa quando si parla di poker live la tendenza è spesso quella di esagerare, visto che il connubio texas hold’em e gioco d’azzardo ‘funziona’ sempre. L’unica cosa certa è purtroppo che un altro circolo è finito sotto l’occhio attento della legislazione italiana. Altre 21 denunce per i poco fortunati giocatori che si sono ritrovati a fare i conti con un regolamento ancora assente e con una legge valida ‘soltanto’ per pochissime città.
Del resto basta guardare le ultime sentenze emesse dai vari Tribunali Amministrativi Regionali per rendersi conto della poca uniformità di giudizio espressa da chi dovrebbe garantire una ‘giustizia uguale per tutti’. Secondo gli ultimi verdetti infatti si possono giocare i tornei di poker texas hold’em nel Veneto e in Toscana mentre è assolutamente vietato a Pavia, città dove è stato rigettato il ricorso presentato da un circolo.
Perchè? Domanda senza risposta al momento, l’unica cosa che possiamo dire e che purtroppo in Italia regna il caos e che le stesse forze dell’ordine spesso non sanno nemmeno come operare in merito a questa annosa ‘questione’. La speranza è quella che in caso di dubbio lascino operare in santa pace i tanti circoli che, dopo un periodo decisamente buio, stanno riaprendo i battenti e riproponendo ai propri affiliati i tornei di poker.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.