Underground Poker ha visto la luce, ma non è ancora chiaro se la vedrà ancora dopo la prima puntata, messa in onda la scorsa settimana. Per il momento le critiche sono divise ma lo show potrebbe, e dovrebbe, continuare.
Underground Poker ha visto la luce, ma non è ancora chiaro se la vedrà ancora dopo la prima puntata, messa in onda la scorsa settimana. Per il momento le critiche sono divise ma lo show potrebbe, e dovrebbe, continuare.
Underground Poker ha visto la luce, ma non è ancora chiaro se la vedrà ancora dopo la prima puntata, messa in onda la scorsa settimana. Per il momento le critiche sono divise ma lo show potrebbe, e dovrebbe, continuare.
È andata in onda lo scorso 10 settembre, su Discovery Channel USA la prima puntata, nonché pilota, dello show televisivo “Underground Poker“. Una sorta di documentario realizzato in stile tv verità con Phil Laak ed Antonio Esfandiari nel ruolo dei protagonisti.
Il video della prima puntata, che ha visto Laak ed Esfandiari andare in giro per New Orleans e prendere parte alle partite di poker cash game ad alti limiti non nei casinò ma nei circoli privati, il vero underground del poker. Quello raccontato anche da John Dahl (regista) e Matt Damon (protagonista) nel fortunato e tanto noto, soprattutto ai giocatori di poker, film “Rounders“, per intenderci.
Ebbene la prima puntata ha avuto un buon riscontro di pubblico ma non altrettanto di critica, con pareri discordanti da parte degli addetti ai lavori e degli appassionati di poker. A qualcuno è piaciuto lo stile del programma, che riprende quello usato in altre trasmissioni divenute più o meno famose in Italia grazie a canali come Dmax o Real Time in cui i protagonisti sono persone reali con problemi della vita di tutti i giorni. Ma che si comportano in determinati modi per favorire lo scorrere del programma stesso. Lo stile è quello di “Fratelli in affari“, per fare un esempio.
Cosa che può sembrare positiva ma che invece lascia qualche dubbio proprio a chi di poker ne mastica tutti i giorni. Fare un programma sul poker con uno suo copione da seguire è piuttosto paradossale proprio perché nel poker non c’è mai un finale già scritto e non sai mai come possa andare a finire la mano finché il river non viene girato. È questo quindi che lascia un po’ perplessi gli spettatori, con Laak ed Esfandiari che sono due giocatori professionisti che si affacciano nel mondo dei circoli privati. E che dovrebbero trovare azione e opposizione molto difficilmente. Chi giocherebbe i propri soldi contro due mostri sacri che, come recita il video di presentazione del programma, hanno vinto in due oltre $30 milioni giocando a poker?
La nota positiva è che torna sul piccolo schermo un programma sul poker, dopo le chiusure di quelli storici come “High Stakes Poker“, annullati come conseguenza del Black Friday e della successiva espulsione dal mercato USA delle principali poker room internazionali, che producevano e brandizzavano i format televisivi.
Per il momento possiamo proporvi solo la presentazione della prima puntata, visto che la prima puntata, o meglio la puntata pilota, ancora non è disponibile sui normali canali di distribuzione in rete. Contiamo di poterla vedere, e presentarvela, quanto prima per poter dare un giudizio più completo su Underground Poker.
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