Darren Woods a processo per frode e collusion nel poker online

La settimana scorsa si è tenuto a Sheffield la prima udienza per Darren Woods, giocatore di poker professionista e vincitore di un braccialetto WSOP nel 2011. Woods è accusato di frode nel poker online, denunciato dalle stesse poker room dove giocava.

La settimana scorsa si è tenuto a Sheffield la prima udienza per Darren Woods, giocatore di poker professionista e vincitore di un braccialetto WSOP nel 2011. Woods è accusato di frode nel poker online, denunciato dalle stesse poker room dove giocava.

 

 

A quanto pare le accuse per Darren Woods si riferiscono ad un periodo di tempo che va dal 2007 al 2012. Periodo di cinque anni durante il quale il player britannico, professionista del poker online e vincitore di un braccialetto WSOP nel 2011 nel torneo di Limit Hold’em – Six Handed da $2.500 di buy-in, avrebbe aperto una moltitudine di account falsi sulle poker room che frequentava, allo scopo di riceverne un vantaggio.

 

Sebbene Woods si sia dichiarato innocente dinanzi al giudice, i sospetti sono piuttosto forti nei suoi riguardi. Le prime accuse contro Darren sono state lanciate sul forum specialistico sul poker online “2+2“, nel quale una moltitudine di utenti lo accusavano di multiaccount operato su 888poker, poker room che lo ha anche sponsorizzato per un certo periodo, e sul network iPoker.

 

Woods è conosciuto per giocare con il nickname “Doshcom“. E proprio il suo nick è stato accusato di barare durante una sessione di gioco al poker cash game, in una particolare sessione nella quale vinse svariati migliaia di dollari in collusion evidente con un altro giocatore, dal nick di “Benkaremail“.

 

Darren Woods mostra il braccialetto WSOPA seguito di queste segnalazioni ci sono state le denunce al giocatore da parte delle stesse poker room che frequentava, che intanto hanno congelato gli account sospetti per le investigazioni del caso.

 

Pare che Woods abbia operato insieme a suo padre, un 59enne imprenditore di origini iraniane, per creare una rete di falsi account al fine di procurarsi un evidente vantaggio nel gioco. Lo stesso padre del player inglese è stato accusato nello stesso processo, oltre che di frode anche di riciclaggio di denaro. Durante l’udienza dinanzi al giudice però quest’ultimo ha detto di aver agito seguendo i dettami del figlio, convinto di essere all’interno dei confini della legalità e di quanto previsto dalle leggi del Regno Unito riguardanti il gioco online.

 

 

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