Poker live: è più importante lo stack di partenza o la struttura dei livelli?

Cerchiamo di fare chiarezza su un equivoco molto diffuso tra i pokeristi, attirati spesso dai tornei con enormi stack di partenza. È più importante in realtà la struttura, ovvero la durata dei livelli e l’aumento graduale dei bui. Ecco perché…

Cerchiamo di fare chiarezza su un equivoco molto diffuso tra i pokeristi, attirati spesso dai tornei con enormi stack di partenza. È più importante in realtà la struttura, ovvero la durata dei livelli e l’aumento graduale dei bui. Ecco perché…

 

Dando un’occhiata alle locandine dei tornei nei circoli e nei grandi eventi live nei casinò, sorge spontanea una domanda: per caso è in corso una gara tra chi offre lo ‘starting stack’ più grande? Nel poker nostrano infatti è molto diffusa una tendenza, che i bravi giocatori reputano decisamente dannosa e fuori luogo. Si punta molto ad offrire tornei super-mega-ultra-deep con uno stack di partenza elevato, per promettere ai giocatori massima giocabilità e la possibilità di far emergere le proprie skills.

 

C’è però un piccolo problema. Dietro questi presunti tornei “iper-tecnici’ si nascondono spesso solo un paio d’ore giocabili, alle quali seguono una struttura collassata e una varianza assurda nelle fasi cruciali, quelle dove si assegnano i premi. Magari si parte con millemila chips, ma già con bui alti che aumentano poi in maniera esponenziale… State attenti quindi e cercate di cogliere le informazioni davvero importanti sul torneo.

 

Cercate di reperire la struttura completa e verificate che non ci siano aumenti di bui troppo drastici nei livelli. In questo modo durante tutto il torneo si potrà giocare al meglio e verranno premiati i giocatori più bravi ed aggressivi, quelli che sanno interpretare meglio le varie fasi di gioco. Accertatevi soprattutto che la struttura sia buona alla fine e non all’inzio del torneo! Va detto comunque che di base un bravo giocatore sa sempre adattarsi alle situazioni, anche a dei tornei apparentemente ingiocabili…

 

La struttura di un torneo

Tornando al nostro tema cruciale, è chiaro che nelle locandine e nelle pubblicità non si può pubblicare una struttura completa di torneo, ma solamente chips di partenza e durata dei livelli. Solo giocandolo quindi si può apprezzare la bontà tecnica di un evento. Il passaparola tra giocatori dunque può essere più efficace e veritiero di un annuncio sbandierato sui social network o altri ambienti pokeristici…

 

Il dibattito va avanti ormai da anni e i giocatori esperti per citare un esempio virtuoso nominano sempre le WSOP. Nel circuito più famoso al mondo infatti i braccialetti vengono assegnati in tornei dove magari all’inizio il gioco può sembrare un vero bingo… Si parte con stack ridotti e si può uscire alla prima mano; nel Day 1 si assiste solitamente ad una carneficina. Dal Day 2 però la giocabilità e massima e i più skillati possono puntare tranquillamente al tavolo finale e ai premi che contano davvero.

 

Gli organizzatori nostrani insomma vogliono attirare tanti giocatori con i mezzi a loro disposizione, ma si spera che la cultura pokeristica prima o poi sia abbastanza matura da metter fine a questo falso mito della validità di un torneo corrispondente allo starting stack. Tra l’altro in molti casi è molto meglio anche per gli organizzatori se tanti giocatori vengono bustati presto da un torneo, così possono partecipare ad altri eventi e non perdere tempo solo con l’evento principale della serata o del weekend…

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