Torniamo a parlare delle sale da poker online .com .eu.retard ecc… sprovviste della concessione italiana per la raccolta dei giochi online e che quindi in teoria dovrebbero essere oscurate in Italia, ma che in realta’ sono assolutamente accessibili a tutti i poker players.
Ma com’e’ possibile che in Italia esista una regolamentazione sul gioco online che non viene in pratica rispettata e che consente da una parte di giocare a poker online su piattaforme di concessionari autorizzati alla raccolta di gioco e dove una parte della rake raccolta vieve versata allo stato sottoforma di tasse e dall’altra una serie di piattaforme di gioco sprovviste di licenza italiana dove pero’ e’ possibile giocare a poker online e dove allo stato non viene versato un solo euro in tasse?.
Premetto che non voglio in questo editoriale discutere la bonta’ della nostra legge sul gioco d’azzardo che piu’ volte ho fortemente criticato ritenendola un “cappio al collo” che costringe i giocatori di poker online italiani a giocare tra di loro e in pochi anni ha di fatto “ammazzato” la liquidita’, ma sto analizzando il motivo per cui in Italia esistano due possibilita’ per giocare a poker, quella “legale” e quella “parallela”
Allora se l’unico modo di poter giocare “legalmente” a poker online in Italia secondo il legislatore e’ quello attraverso i concessionari che hanno comprato una licenza italiana, come mai in Italia esistono migliaia di “punti vendita fisici” sparsi in tutta la penisola brendizzati da noti marchi.com dove il giocatore puo’ aprire senza problemi conti gioco e giocare a casa propria nella sale .com?
Mi domando come mai allora se e’ cosi facile aprire conti gioco, giocare a poker ecc… e’ stato vietato solo online di pubblicizzare aziende sprovviste di autorizzazione mentre “live” si aprono conti a go.go e via social network si continuano a pubblicizzare senza nessun problema?.
A che serve ormai nel 2015 una regolamentazione che chiude il mercato del poker online nazionale in un recinto? Mi chiedo se non fosse il caso di rivedere la nostra regolamentazione e usare un modello ibrido come quello usato in altre nazione ( Belgio, Danimarca) dove si consente al giocatore di giocare nelle sale.com, ma dove si impone alla sala di pagare una tassa per i giocatori di quella nazione, piuttosto che continuare con questo sistema che da una parte impone le concessioni e dall’altra poi permette di giocare anche nelle sale sprovviste di tale concessione?.
Il poker e’ l’unico gioco che vive di “liquidita’”ed infatti si e’ sempre giocato su piattaforme multinazionali che garantivano giocatori 24/24 e grosse promozioni e credo sia arrivato il momento di tornare all’origine creando sale da poker tassate europee o meglio ancora mondiali che possano sfruttare appieno le grandi potenzialita’ di questo bellissimo gioco.
Redaelli Tiberio
https://twitter.com/redapiw
@redapiw
Sono uno dei fondatori di Poker Italia Web, la voce libera del gioco. Sono nel settore dei giochi dal 2009 e oltre al poker sono appassionato di scommesse sportive, criptovalute e viaggi.