Da stamattina sta facendo il giro di tutti i media nazionali la notizia che vede coinvolta PokerStars in un indagine del fisco italiano. Si sono sprecati titoli che parlano di evasione fiscale da 300 milioni. I giocatori però devono stare tranquilli.
Come un fulmine a ciel sereno oggi i pokeristi italiani hanno sentito nominare nei notiziari in tv e in radio la room più importante del poker online, ovvero PokerStars. In rete le testate principali e i siti specializzati non parlano d’altro. Ecco qualche esempio… Il quotidiano ‘La Stampa’ titola “Evasione fiscale da 300 milioni per PokerStars, re del poker online“. Per ‘La Repubblica’ invece “Re del poker, baro col fisco: 300 milioni di evasione per PokerStars“. Perfino il comunicato ufficiale della Guardia di Finanza si permette di fare dell’ironia titolando “Scala reale contro il colosso del poker online“.
Ovviamente la notizia ha permesso che si diffondesse ‘la bomba mediatica’ in toni scandalistici e semplicistici. In realtà il caso è più complesso. Come sappiamo tutti PokerStars è una piattaforma che è presente sia sul .it che sul .com e questo costituisce la base del problema. Il gruppo Rational Group ha sede fuori dall’Italia ma deve per forza ‘appoggiarsi’ sulla società italiana Halfords (che ora deve affrontare la denuncia del suo amministratore unico) per poter poter operare nel nostro Paese. Un quadro che ricorda molto quello di tante altre società che non c’entrano nulla col poker.
Come hanno reagito quindi i giocatori? In rete i più allarmisti non hanno atteso molto prima manifestare i loro dubbi- C’è chi ha parlato di black friday italiano, chi invita tutti a afare ‘cash out’ da PS… Naturalmente una decisione del genere non ha fondamento, l’attività della room continua senza alcun problema per il momento. Casomai è meglio riflettere sul fatto che tutta questa storia deriva dalla famigerata ‘operazione All-in‘, come viene spiegato nel comunicato della GdF.
Sappiamo tutti che l’operazione del fisco contro i pokeristi italiani finora ha fatto solo buchi nell’acqua. Se l’attendibilità è la stessa anche in questo caso, quelli di PokerStars forse possono dormire sonni tranquilli… Del resto ci rifiutiamo di credere che un’azienda come PS abbia agito in questi anni senza considerare tutte le implicazioni legali del caso. La vicenda insomma rischia di non avere esiti concreti, ma di fare solamente tanta cattiva pubblicità alla room e al poker online in generale, purtroppo.
Polemiche e illazioni adesso si sprecano, ma noi per il momento non aggiungiamo altro e attendiamo ulteriori sviluppi. Per ora non possiamo far altro se non osservare il traffico su PS per capire se ci potrà essere qualche cambiamento. Restate qui su PIW per altre notizie.