Sono trascorsi cinque lunghi anni dallo scandalo Full Tilt Poker e ancora oggi il denaro non è stato del tutto restituito. Il Black Friday per molti non è ancora un lontano ricordo. I risarcimenti sono arrivati infatti al 94 percento.
Sono trascorsi cinque lunghi anni dallo scandalo Full Tilt Poker e ancora oggi il denaro non è stato del tutto restituito. Il Black Friday per molti non è ancora un lontano ricordo. I risarcimenti sono arrivati infatti al 94 percento.
Sono trascorsi cinque lunghi anni dallo scandalo Full Tilt Poker e ancora oggi il denaro non è stato del tutto restituito. Il Black Friday per molti non è ancora un lontano ricordo. I risarcimenti sono arrivati infatti al 94 percento.
Nel marzo 2011, a seguito del Black Friday e lo scandalo che colpì Full Tilt Poker, migliaia di utenti videro i proprio soldi sequestrati dalle autorità competenti statunitensi. I giocatori vittime innocenti della truffa creata ad opera d’arte da i fondatori dell’unica poker room a tener testa a PokerStars. Bitar, Lederer e Ferguson, furono infatti accusati di aver creato uno ‘Schema di Ponzi’.
Per ben tre anni, dal 2011 al 2014, gli innocenti giocatori che si erano divertiti a giocare e a vincere su Full Tilt Poker, non hanno potuto vedere nemmeno un centesimo dei loro soldi gelosamente custoditi sulla poker room. Solo nel 2014 infatti sono partiti i primi rimborsi e fino ad oggi sono stati restituiti 112 milioni di dollari.
E’ però di pochi giorni fa la notizie che il Department of Justice Asset Forfeiture and Money Laundering degli Stati Uniti ha approvato altri pagamenti a 1.200 persone, che riceveranno 2,6 milioni di dollari su base di calcoli e dati presentati agli operatori GCG dagli stessi giocatori. Con quest’ultimo giro ri rimborsi si è così arrivati a risarcire il 94 percento del totale dei soldi trattenuti dal Dipartimento di Giustizia americano. Secondo i federali la truffa ammonterebbe a 159 milioni di dollari.
C’è comunque a chi è andata peggio, per esempio a noi giocatori italiani di Full Tilt, poiché i soldi noi non li abbiamo mai più visti. Ai players italiani ‘ingannati’ come tutti gli altri giocatori, non è stato concesso il rimborso ma più semplicemente un contentino tramite iniziative e promozioni organizzate su PokerStars. La poker room dalla Picca Rossa ricordiamo aver acquistato Full Tilt dopo il fallimento, ma per problemi burocratici con l’Italia hanno dovuto trovare una soluzione alternativa al rimborso diretto. Resta tutt’oggi una cosa assurda.