Il senato francese si prepara a votare norma sulla liquidità internazionale. Possibile accordo con l’Italia?

Potrebbero esserci grandi novità, nel giro di qualche settimana, sulla liquidità internazionale. Il Senato francese si prepara a votare la norma che “permette ai titolari di un conto di giocare con utenti registrati presso gli operatori di un altro stato europeo”.

Potrebbero esserci grandi novità, nel giro di qualche settimana, sulla liquidità internazionale. Il Senato francese si prepara a votare la norma che “permette ai titolari di un conto di giocare con utenti registrati presso gli operatori di un altro stato europeo”.

 

La Francia potrebbe introdurre a breve la liquidità internazionale condivisa sul mercato del poker online. L’Aula del Senato voterà infatti un emendamento al progetto di Legge per una Repubblica digitale che prevede una serie di modifiche sul gioco online.

 

In particolare si tratta di una proposta, a firma del senatore Philippe Dallier, approvata dalla Commissione Finanze la scorsa settimana. Il pacchetto degli emendamenti approvato dalla Commissione, si legge su Agimeg, prevede l’introduzione di una limitazione del tempo di gioco e maggiori strumenti all’Arjel per contrastare l’offerta illegale.

 

Ma non solo… l’emendamento è stato pensato soprattutto per “consentire ai titolari di un conto gioco di poker online verificato, con un operatore autorizzato, di giocare con giocatori registrati presso operatori di un altro stato europeo“.

Tale possibilità è subordinata all’esistenza di un accordo e determina obblighi specifici imposti al gestore per consentire l’esercizio del controllo della propria attività da parte dell’Arjel.

 

Francia pronta ad un accordo con l'Italia?Gli accordi in questione possono essere conclusi dalla stessa Arjel per conto dello Stato previa definizione delle condizioni. Il motivo del provvedimento sta nella necessità di frenare il declino dei proventi del poker online. Pochi dubbi su quelli che potrebbero essere gli stati interessati all’accordo.

 

Tra questi c’è sicuramente l’Italia, pronta da qualche mese, secondo ‘voci di corridoio’, a firmare l’accordo. In tal senso, sembra che un noto operatore francese abbia già cominciato a studiare il mercato italiano.

Adesso non resta che attendere il 3 maggio, giorno in cui il senato voterà il decreto.

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