Questo venerdì ricorre il quinto anniversario del Black Friday, un venerdì ‘nero’ per il poker d’oltre oceano e non solo. Si perché a distanza di tutto questo tempo molti giocatori italiani, dei loro soldi persi, non sono stati mai rimborsati.
Questo venerdì ricorre il quinto anniversario del Black Friday, un venerdì ‘nero’ per il poker d’oltre oceano e non solo. Si perché a distanza di tutto questo tempo molti giocatori italiani, dei loro soldi persi, non sono stati mai rimborsati.
Questo venerdì ricorre il quinto anniversario del Black Friday, un venerdì ‘nero’ per il poker d’oltre oceano e non solo. Si perché a distanza di tutto questo tempo molti giocatori italiani, dei loro soldi persi, non sono stati mai rimborsati.
Era il 15 aprile 2011 quando scoppiò il caos nel mondo. Si nel mondo, perché la questione non riguardò solo il poker online americano. Gli ‘errori’ fatti da PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute Poker e le loro società offshore, misero in ginocchio un interno movimento, e proprio nel momento del suo massimo splendore. Il Dipartimento di Giustizia Americano, con quel maledetto venerdì, quel triste Black Friday, cambio le regole del gioco, per sempre. Da quel giorno ci sono stati anni di battaglie legali che hanno portato all’addio del poker online dai territori americani, dove oggi, a passo rilento, sta tornando nuovamente legale, ma solo in alcuni Stati.
Prima del 15 aprile 2011, gli Stati Uniti generavano il maggior volume di gioco online. Tutti i più forti giocatori professionisti erano statunitensi. Dunque quando l’interruttore del poker online negli USA fu messo su off, capirete che tutto il mondo ne ha risentito e tutt’ora ne risente. Negli anni abbiamo poi assistito ad una delle prime migrazioni causate dalla rete. Diversi giocatori statunitensi hanno infatti fatto le valigie e si sono trasferiti in altre parti del mondo per continuare a giocare. Sono in andati nella vicina Canada, sono venuti in Europa, o anche si sono diretti verso paesi asiatici.
Nel tempo diverse battaglie legali sono state vinte, molte sono state perse, e Full Tilt, la principale causa di tutto ciò, esiste ancora, ma solo grazie a PokerStars, che circa un anno fa l’acquistò. E proprio per noi italiani, il nostro vero Black Friday è stato Full Tilt Poker. Si perché mentre il resto del mondo ha riavuto indietro i soldi che gli erano stati congelati sulla poker room, noi i nostri soldi non li abbiamo mai più visti, se non in forma di bonus grazie a dei tornei organizzati su PokerStars. Per noi giustizia non c’è stata e purtroppo non ci sarà mai.
Anzi in Italia forse abbiamo avuto tre ‘Black Friday‘: i conti gioco andati persi su Full Tilt Poker; la nascita del poker .it; l’arrivo del cash game. Certo l’entusiasmo di una volta non c’è più, forse la moda del poker in Italia è passata e i numeri che ci sono ora sono più che normali. Può darsi. Ma sta di fatto che rompere questo nostro ‘Muro di Berlino’ che si chiama .it, potrebbe aiutarci a respirare a pieni polmoni, dato che ora il poker online italiano fatica a farlo. Poi ci sarebbe anche il discorso del live e di una regolamentazione che aspettiamo da anni. Ma questo è un capitolo a parte. Noi comunque siamo ottimisti e crediamo in una seconda rinascita del poker.