Poker live, Luca Falaschi: “L’IPT non mi è piaciuto. La taglia da conquistare ha condizionato troppo il gioco!”

Non ha riscontrato grandissimo successo, almeno nel Day1A, la scelta di proporre un IPT Special Edition in formula Knockout. In diversi si sono infatti lamentati della ‘diversa’ modalità di gioco.

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Non ha riscontrato grandissimo successo, almeno nel Day1A, la scelta di proporre un IPT Special Edition in formula Knockout. In diversi si sono infatti lamentati della ‘diversa’ modalità di gioco.

 

L’Italian Poker Tour (IPT) Special Edition di Saint Vincent non ha convinto, almeno per il momento, i giocatori. Lo confermano i dati del Day1A e soprattutto i commenti arrivati in gran numero nelle pagine di Facebook. Tra i più scontenti c’è Luca Falaschi, deluso dalla modalità Knockout che, a suo dire, ha indirizzato troppo il modo di giocare:

Sono stato eliminato dall’IPT. Ho giocato bene, andando anche al doppio della media e poi comunque top 10 alla pausa cena senza riuscire a prendere nemmeno un bounty (cosa strana). Potevo andare a dormire molto deep e magari con due o tre taglie prese ma non cambierebbe il mio giudizio, cioè che questo tipo di torneo non mi è piaciuto.

Per me l’Italian Poker Tour, dove storicamente ho fatto spesso molto bene, rimane l’unico torneo old style, l’unico torneo con buy in importante in Italia dove la sua grande giocabilità e la sua ‘sacralità’ lo hanno reso davvero ineguagliabile. Sapevo che mi sarei trovato di fronte a un torneo diverso dal suo solito ma, nonostante che paradossalmente fossi stato sempre nelle zone alte, il movimento di chips, la velocità di azione, le scelte condizionate spesso, troppo spesso, dalla taglia da conquistare ne hanno falsato, a mio giudizio, la tecnica e la strategia di ognuno e lo ha reso anomalo e con mani spesso illeggibili.

Non nascondo che la mia uscita non si sarebbe mai verificata in un evento normale. Ho cercato di isolare uno che ha mandato all in le sue 20.000 chips al turn, nel tentativo di incassare la taglia da 500 euro. Purtroppo ho trovato il set del terzo incomodo che si è poi beccato le due taglie. Tutto per dire che, senza trovare scuse perché quando si esce da un torneo ci sta e basta, questa formula è si simpatica ed anche invogliante ma non è sicuramente adatta ai giocatori più tecnici e solidi.

Spero sia stata solo una formula una-tantum e che l’IPT torni già dalla prossima tappa alla sua formula storica“.
Uno dei tavoli finali dell'IPT Una disamine che ha trovato diversi pareri favorevoli ma anche qualcuno contrario, come quello del poker pro Federico Cipollini:

 

Non capisco queste critiche… in un periodo in cui si fanno grossi numeri in tornei multi-multi-multi-rientry-rebuy in alcuni casi dalla dubbia credibilità organizzativa (!), l’Italian Poker Tour stava facendo registrare numeri in ribasso.

La Pagano Events ha ‘dovuto’ provare una formula bingo che tanto piace agli italiani. Iniziate a disertare i tornei da 2/300 euro che tra rientry e spese diventano da 2.000 euro e forse avremo di nuovo un IPT che assomigli all’Estrellas. Ognuno ha ciò che si merita…

Chi ha ragione? Hai giocatori l’ardua sentenza… intanto si aspetta il Day1B che potrebbe sovvertire ogni giudizio!

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