Difendere il Big Blind, Doug Polk: “Nel cash game siate più conservativi, ma nei tornei spingete sull’acceleratore”
Doug Polk di certo non è diventato un volto noto del poker internazionale solo per i suoi commenti al veleno nei confronti dei suoi colleghi. Lo statunitense è infatti un giocatore che al tavolo sa cosa fare e lo dimostrano i suoi risultati, dunque i suoi consigli sono sempre ben accetti.
Doug Polk di certo non è diventato un volto noto del poker internazionale solo per i suoi commenti al veleno nei confronti dei suoi colleghi. Lo statunitense è infatti un giocatore che al tavolo sa cosa fare e lo dimostrano i suoi risultati, dunque i suoi consigli sono sempre ben accetti.
In un suo recente vlog su YouTube, Doug Polk, ha voluto pubblicare un video dove spiega come difendere il Big Blind in due situazione diverse, ovvero nei tornei e nelle partite cash game.
Doug Polk spiega infatti che c’è una netta differenza. In primis le ante, che nei tornei ad un certo punto entrano in gioco e cambiano drasticamente la nostra strategia sul grande buio. Infatti, consiglia di difendere maggiormente il proprio Big Blind, poiché sul tavolo con le ante ci sono extra big blind da vincere. Altra differenza minima è la rake, che abbiamo nel cash game e non nei tornei.
Doug Polk al tavolo con Phil Hellmuth
Ma passando alle azioni da fare dal big blind e come difenderlo, Doug Polk consiglia ai tavoli cash di essere più conservativi, poiché di solito ci saranno aperture pre flop x3, x4 e anche x5, mentre nei tornei potremmo giocare più loose, poiché di norma le aperture sono x2 o x2,5. ?Nel cash game folderemo dunque anche mani come K6, K7 o A2, contro un’apertura abbastanza lunga, mentre nei tornei questo non deve accadere, perché le nostre odds saranno sempre buone.
Nei tornei, ad esempio, su un raise minimo, avrete bisogno solo del 16% o 18% di equity per difendere, che tradotto significa difendere con quasi tutte le mani. Doug consiglia infatti di difendere con quasi tutte le mani contro le aperture in late position. Nel cash game invece, più grande è l’apertura e più tight dovrebbe essere il nostro gioco sul big blind.
Altro interessante punto è il gioco in short stack in un torneo. Doug consiglia di non giocare chiusi, poiché le vostre direct pots per vincere il piatto rimangono le stesse. Polk ricorda infatti che giochiamo per vincere più chips possibili, dunque il consiglio finale è: “Nel cash game siate più conservativi, mentre nei tornei spingete sull’acceleratore e difendiamo il big blind”.