Ricordiamo ancora con molta passione le mani del Final Table del Main Event delle WSOP 2010, quello che ha visto per protagonista il nostro Filippo Candio. In questa occasione si è visto giocare un coin flip che ha segnato il mondo del poker.
Ricordiamo ancora con molta passione le mani del Final Table del Main Event delle WSOP 2010, quello che ha visto per protagonista il nostro Filippo Candio. In questa occasione si è visto giocare un coin flip che ha segnato il mondo del poker.
Ricordiamo ancora con molta passione le mani del Final Table del Main Event delle WSOP 2010, quello che ha visto per protagonista il nostro Filippo Candio. In questa occasione si è visto giocare un coin flip che ha segnato il mondo del poker.
Il flip in questione è quello tra la coppia di 9 pocket contro le overcards AQ. A giocarlo tra i November Nine 2010 sono stati in particolare Michael Mizrachi, che grazie al materializzarsi di due Q al flop ha eliminato in 8th posizione Matt Jarvis.
Ma la fama di questa mano ha radici passate all’interno delle World Series. Siamo nel 2003 e a quel tempo non vi era ancora l’abitudine di giocare il tavolo finale del Main Event a distanza di mesi. Ma comunque giungervi era un obiettivo di prestigio. Oltre ad essere economicamente più vantaggioso.

Michael Mizrachi
Il 2003 è un anno fondamentale per il poker mondiale, sopratutto per quello online. Siamo al tavolo finale non ufficiale, con ancora 10 players left. Ed il chip leader è Chris Moneymaker, uno sconosciuto player statunitense che ha vinto il proprio posto al Main Event grazie ad un satellite online vinto su PokerStars.com.
A quei tempi era il Binion’s Horseshoe Casinò ad ospitare la manifestazione ed i 10 giocatori rimanenti erano relegati su una saletta con poco spazio e poco pubblico a seguire. Tra i dieci finalisti era presente anche Phil Ivey, anche a quei tempi considerato uno dei migliori giocatori di poker texas hold’em del mondo. Ed è proprio nello scontro tra Phil Ivey e Chris Moneymaker che si materializza il destino del poker, da quell’evento profondamente cambiato.
Moneymaker, come detto chip leader al tavolo, apre per 60k con ![]()
Phil Ivey chiama con ![]()
da late position e Jason Lester fa lo stesso con ![]()
dal grande buio. Il flop presenta ![]()
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. Lester checka. Moneymaker, che ha floppato il tris, fa una puntata strana da 70k. Ivey chiama e Lester folda.

Phil Ivey
Il turn è
e Chris stavolta punta 200k, circa metà piatto, Ivey non ci pensa su troppo e manda i resti. Moneymaker chiama in un secondo. Quando Phil gira le sue carte, il viso di Moneymaker denota tutta la sua delusione. L’ultima cosa che vorrebbe in questo momento è un double up da parte di un avversario tanto pericoloso quale Phil Ivey.
Ma il poker, si sa, è un gioco che riserva sempre sorprese. In questo caso è una sorpresa splendida per Chris, sotto forma di river che si presenta con
che gli permette di chiudere un full maggiore del suo avversario e di vincere uno strepitoso piatto. Meno felice Phil Ivey che costretto a lasciare il torneo in 10th posizione.
Quella mano ha, di fatto, sancito l’incoronazione di Moneymaker a vincitore del torneo, portando una vera rivoluzione mediatica sulle World Series of Poker che, dalla vittoria del primo giocatore qualificatosi al torneo tramite un satellite online, ha visto un vero e proprio boom di iscrizioni a partire dall’anno successivo.

Chris Moneymaker
A molti è sembrato di rivivere un falsh back quindi, quando durante il final table Micheal Mizrachi ha visto il suo AQ chiudere tris al flop contro i 9 di Jarvis. Corsi e ricorsi di una mano che ha fatto la storia del poker.
Roberto ‘Ronnie Rosenthal’ Sorrentino