Poker Live Italia: Siamo tutti Scared Money?

Nel poker italiano sono ormai famosi e risaputi alcuni atteggiamenti ricorrenti e tecnicamente non troppo corretti durante i  tornei live. Uno dei più ecclatanti è sicuramente rappresentato dalla chiusura estrema del gioco in zona bolla. 

Nel poker italiano sono ormai famosi e risaputi alcuni atteggiamenti ricorrenti e tecnicamente non troppo corretti durante i  tornei live. Uno dei più ecclatanti è sicuramente rappresentato dalla chiusura estrema del gioco in zona bolla. 

 

 

 

 

La bolla di un MTT solitamente ha dinamiche abbastanza chiare e delineate che prevedono una costante pressione dei giocatori più deep su quelli più short. Chiaramente la fold equity aumenta, ma quello che accade in Italia a molti giocatori è una chiusura quasi totale e conseguentemente un assottigliamento impressionante dei range.
 
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Poker Live: affascinante quanto dispendioso
 
A cosa è dovuto questo atteggiamento controproducente e contrario alle più comuni norme teoriche di gioco? È plausibile pensare che la maggior parte dei giocatori italiani sia “scared money“?
Essere Scared Money significa letteralmente essere spaventati dal denaro, ovvero, lasciare che il fattore denaro influenzi quasi radicalmente il nostro modo di giocare. Sempre ammettendo che ciò sia vero, ci si chiede quanti giocatori italiani siano in bankroll per i buy-in che vanno a giocare; tornei da 1.100€ e oltre necessiterebbero enormi fondi dedicati al poker, almeno cento poste. 
 
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Il coinvolgimento emotivo del giocatore fuori bankroll porta anche a strane superstizioni…
 
Ma se andiamo a considerare la varianza, già alta negli MTT online e ancora più influente nei tornei live, dovremmo aumentare il fattore di moltiplicazione almeno a 150x. Ne ricaviamo che per giocare con regolarità e con tranquillità un torneo medio da 1.100€ serve un bankroll di almeno 165.000€. Una cifra mostruosa che raramente un giocatore, per quanto benestante, può pensare di dedicare solamente al poker. 
 
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Queste le giocano tutti!
 
D’altro canto, giocare fuori bankroll significa dare decisamente troppa importanza al singolo risultato ed essere schiavi della fortuna. Non faremo quasi mai belle giocate e ben raramente riusciremo a massimizzare i nostri punti. Tenderemo a puntare forte con le monster “perché altrimenti poi me le scoppiano e non voglio nessuno al flop” o a rinunciare a qualsiasi tipo di bluff, tutti comportamenti abbastanza comuni nelle fasi più delicate dei tornei italiani dove si foldano mani premium preflop senza nemmeno pensarci tanto giusto per “mettere la bandierina” e riportare a casa il buy-in.
 
Fare un passo indietro e giocare livelli più accessibili e, magari, più allineati con le proprie capacità di gioco sarebbe forse la scelta più giusta da farsi, almeno in alcuni casi.
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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