E’ andato in onda su Rai Uno, un servizio pieno di errori ed imprecisioni dedicato al poker online italiano durante il TG1 della sera, realizzato esclusivamente per gettare fango e discredito su tutto il settore del poker online italiano.
E’ andato in onda su Rai Uno, un servizio pieno di errori ed imprecisioni dedicato al poker online italiano durante il TG1 della sera, realizzato esclusivamente per gettare fango e discredito su tutto il settore del poker online italiano.
E’ andato in onda su Rai Uno, un servizio pieno di errori ed imprecisioni dedicato al poker online italiano durante il TG1 della sera, realizzato esclusivamente per gettare fango e discredito su tutto il settore del poker online italiano.
Noi di Pokeritaliaweb abbiamo deciso di scrivere questo editoriale per dire basta a questi continui servizi disinformativi realizzati dai principali telegiornali e media Italiani, che si occupano del nostro settore solo ed esclusivamente per infangare questo gioco con servizi che poco hanno a che fare con la realta’ dei fatti, e che non aiutano il telespettatore che segue la televisione e che non conosce a fondo il poker online, a crearsi una propria idea obbiettiva, ma anzi inducono un senso di “paura” verso questo gioco, come accadeva spesso nel passato con i flim che dipingevano questo gioco in maniera assolutamente errata.
Ma andiamo ad analizzare attentamente il servizio del TG1, per capire insieme i tanti errori commessi, e la poca precisione da parte dell’autore, che sicuramente non conosce il nostro settore, e non si e’ informato attentamente prima di realizzare questo servizio. La presentazione del servizio da parte della conduttrice del TG1 ci fa’ intuire fin da subito il taglio scelto, ovvero di totale discredito verso il poker online, ecco le testuali parole scelte per presentare il servizio: “Parliamo di giocatori di Poker online, un fenomeno che si sta’ diffondendo anche tra i piu’ giovani, il rischio e’ quello di finire sul lastrico“.

Una conduttrice del TG1
Il servizio si apre intervistando “un giocatore” che “discute” della vincita di sei milioni di euro realizzata negli anni da un poker player su un sito non autorizzato in Italia, poi si passa ad un’altro intervistato che fin dalle prime parole rilasciate si capisce subito che non sa neppure di cosa sta’ parlando, confondendo il poker online con altri giochi. Ecco la dichiarazione integrale della sua intervista: “Chi gioca tanto qualche volta vince, chi gioca poco o vince una volta o non vince mai“. Vorremmo far presente al TG1 e al gentile intervistato che nel gioco del poker online, non e’ cosi’ difficile vincere ad esempio in una mano di poker cash, e che i giochi invece dove si deve giocare tanto per avere piu’ possibilita’ di vincita sono i giochi stile lotteria, dove piu’ biglietti compri, piu’ hai maggiori possibilita’ di vincita, oppure il bingo che ha lo stesso meccanisco con le cartelle per fare un esempio, e non certo il poker online, dove la bravura del giocatore ed un pizzico di fortuna sono gli elementi fondamentali per vincere una mano.
Il servizio prosegue accostando poi il poker online ad un semplice gioco d’azzardo (non hanno ancora informato il TG1 che il poker online da tre anni e’ stato inserito nei giochi di abilita’?) ritornando sull’intervista realizzata ad un pensionato che ribadisce : “ i soldi vinti poi verranno rigiocati il giorno dopo, lui vince ma sa gia’ che perdera‘”, si passa alla successiva intervista, quasta volta un padre di famiglia che dice le seguenti parole ” Si perde tutto dalla famiglia al lavoro, si perdono le amicizie, perdi nel sociale perche’ non ti fermi difronte a niente“.
Il servizio poi va’ a toccare il tasto dei giocatori minorenni, secondo il quale un giocatore su 10 di eta’ compresa fra i 12 e i 17 anni gioca a poker online, finendo per diventare poi giocatore accanito e patologico, a sostegno di questa tesi viene intervistata la Signora Daniela Capitanucci presidentessa dell’associazione “azzardo e nuove dipendenze” che ci spiega come questi minorenni possano utilizzare la Postepay per giocare, falsificando la propria identita’, ma sottolinea la dottoressa, quando si arriva a 18 anni questa identita fittizia si sgretola, e la voce del servizio completa dicendo quindi che se anche si vince il minorenne non potrebbe quindi incassare la vincita. Credo che questo pezzo del servizio dimostri appieno che la conoscenza di questo settore e’ pari a zero o li vicino. Nessun minorenne puo’ iscriversi ad un sito di poker online, e non puo’ quindi creare il proprio conto gioco, perche’ per creare un conto gioco bisogna riempire un modulo che comprende anche il codice fiscale, e nessun minorenne puo’ creare un conto gioco e falsificare la propria eta’. La postepay e’ uno strumento di pagamento che deve essere associato ad un conto gioco, quindi il minorenne non puo’ utlizzarla se non ne possiede uno. Al massimo puo’ utilizzare il conto gioco di un famigliare, ma qui il discorso cambia ancora perche’ il minorenne infrangerebbe due regole, il divieto di gioco per i minorenni, e l’utilizzo di un conto gioco non suo.

Il poker online e’ un gioco autorizzato da tre anni in Italia
Il servizio temina intervistando il colonnello Antonio Morelli che ci mette in guardia su un’altro pericolo, la possibilita’ che i giocatori utilizzino il poker online per ripulire denaro illecito. Il servizio dura poco piu’ di un minuto, e contiene veramente una serie di imprecisioni enormi. Dai dati pubblicati ieri da Aams sul sito del monopolio leggiamo chiaramente che il gioco dove gli italiani spendono piu’ soldi, dove non c’e tracciamento del flusso di denaro introdotto, non e’ certo il poker online, che essendo un gioco online deve soddisfare stringenti norme sia di sicurezza che di transazioni, ma sono le slot-machines e le nuove VLT e le tantissime sale denominate “mini casino'” che sono nate in questi mesi in tutta la penisola, ma di questa evidente realta’ sembra che i TG nazionali non vogliano assolutamente parlarne, come del Superenalotto, Lotto, Bingo, Scommesse Online, Casino Online ecc……, noi di PIW ci chiediamo come mai i servizi realizzati dai principali telegiornali italiani puntano il dito sempre contro il poker online?
Senza fare i moralizzatori, anche noi di PIW siamo consapevoli che il poker online e’ un gioco, e come tutti i giochi puo’ portare se abusato alla dipendenza, ma la dipendenza e’ una malattia e come tutte le malattie va’ curata. Se un giocatore di poker ma come di qualsiasi gioco ha i primi sintomi di dipendenza deve recarsi immediatamente da uno specialista che lo aiuti a smettere, il gioco deve essere un piacere non una dipendenza e i milioni di italiani che giocano a poker lo dimostrano, giocano per il piacere di farsi una partita a poker online, ma non per questo si rovinano.
Credo che si arrivato il momento che anche le televisioni sia pubbliche che private, non pensino solo di realizzare servizi dedicati al poker online esclusivamente per dipingere questo gioco come “pericoloso” con servizi dove si intervistano persone che poco hanno a che fare con questo mondo, e dove alla fine viene gettato fango su un settore che in Italia e’ in forte crescita e che in un momento di cosi forte recessione offre moltissimi posti di lavoro alla fragile economia italiana.
Ecco il link per rivedere il TG1 di ieri sera, il servizio sul poker parte dal minuto 25 circa.