Dopo mesi di attesa la svolta sembrava proprio vicina, ma il 17 aprile è arrivata l'ennesima doccia fredda per il poker live italiano. Infatti il bando per l'assegnazione dei diritti per le nuove licenze slittava dal mese di giugno di quest'anno a gennaio 2013.
Sono passati appena due giorni dalla notizia che la Commissione Finanze della Camera ha approvato l’emendamento, presentato settimana scorsa dal deputato del gruppo misto Gerardo Soglia, che posticipa al primo gennaio 2013 il bando per l’assegnazione delle concessioni per il poker live. Ovviamente chi sperava di poter iniziare nuovamente a giocare liberamente nei circoli della propria città, senza il timore di essere denunciati per gioco d'azzardo, è rimasto deluso.
Non è mancato il disappunto da parte di tutte quelle persone che sono stanche di vedere bistrattato il gioco del poker e nonostante le sentenze, come quella ad esempio rilasciata da Tribunale di Lecce all'inizio del 2012, che deliberano che il poker non è un gioco d'azzardo, molti politici sembra più interessati a concentrarsi sulla tutela dei cittadini demonizzando, però, solo il gioco del poker. Che strade possiamo prendere noi cittadini per far sentire la nostra voce?
In questi ultimi periodi molte persone del settore e molti giocatori hanno alzato la voce, sui forum e sui social network tramite lettere aperte ai politici, chiedendo che che il poker live fuori dai casinò venga legalizzato al più presto (anche in virtù del fatto che nei circoli si continua a giocare), ma ovviamente tutte le parole sono rimaste inascoltate. C'è, però, chi è ben deciso di passare dalle parole ai fatti.
Per esempio il presidente della FIGP, Isidoro Alampi, avverte (si legge sul sito “Agicos”) che “La pazienza è finita!” e “L'idea è quella di tornare ad organizzare tornei, nei limiti che la giurisprudenza ha considerando legittimi e informando anche gli associati. Quindi con buy-in fino a 100 euro per tornei ragionali[…]”.
In Italia, da 3 anni a questa parte, molti circoli non hanno mai smesso di organizzare tornei di poker live e per accorgersene è sufficiente aprire FaceBook e digitare le parole “poker live”. Quale sia in questo contesto il modus operandi che ha intenzione di attuare Alampi, però, non è chiaro, ma rimane il fatto che le idee del presidente sono un'arma a doppio taglio, perché i politici non aspettano altro che un pretesto per continuare a demonizzare il gioco del poker live. Quali strade dovrebbero intraprendere i cittadini per farsi ascoltare?