Quest’oggi entriamo nella mente del campione romano Cristiano “Crisbus” Guerra, il quale ci racconta il suo “Thinking Process” in una mano contro David Chiu, player con in bacheca più di un braccialetto delle World Series of Poker.
Quest’oggi entriamo nella mente del campione romano Cristiano “Crisbus” Guerra, il quale ci racconta il suo “Thinking Process” in una mano contro David Chiu, player con in bacheca più di un braccialetto delle World Series of Poker.
Quest’oggi entriamo nella mente del campione romano Cristiano “Crisbus” Guerra, il quale ci racconta il suo “Thinking Process” in una mano contro David Chiu, player con in bacheca più di un braccialetto delle World Series of Poker.
Siamo nell’evento 6 Mixed Max. Primi livelli di giornata e Cristiano Guerra decide di difendere dal grande buoi sul raise di David Chiu dallo small blind. Il pluribraccialettato apre 325 e il pro Sisal chiama. Al flop casca 6 cuori, 2 quadri e 9 quadri. C-bet e call di Cristiano. Al turn esce così un asso di picche e c’è la second barrel di Chiu a 1.200. Guerra non si spaventa e chiama ancora. Al river donna di picche e l’avversario del nostro azzurro non si perde d’animo e punta 2.500. Cristiano a questo punto ha in mano una sola coppia di cinque ma lo stesso dopo averci pensato un pochino decide di chiamare. Mossa più che giusta perché David mostra J-8 di quadri. Ora, grazie al blog che Cristiano Guerra tiene sul sito ufficiale Sisal, cerchiamo di capire qual è stato il suo “Thinking process” in questa determinata mano.
“L’asso al turn lo betta al 100%. Per come sta giocando punta anche se non ce l’ha, anzi, soprattutto se non ce l’ha! Al flop sì ho chiamato i 963, ma avrei passato su un board come QKx o ATx. Al turn esce un asso e second barrella sempre se non ce l’ha, e magari la checka qualche volta che ce l’ha. Non rappresenta una mano forte abbastanza da fare bet-bet-bet. Inoltre ha puntato 450 al flop a 1.200 al turn, un po’ troppo sull’asso per volersi far pagare. Tuttavia dipende dall’avversario che hai di fronte: se sai che non prendi valore è inutile puntare, verso di me ovviamente doveva bettarlo quel turn, ma ha agito troppo in fretta e con una size esagerata, per questo mi è sembrato un bluff. Per concludere, a parte le size, avrebbe dovuto pensare che se chiamo turn, non foldo praticamente mai al river in quello spot. Se fossi stato al suo posto avrei checkato il turn e bettato il river: in tal caso la puntata sarebbe sembrata una value bet in piena regola, e avrei foldato la mia mano”.
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