Con la vittoria di Steven Loube nell'evento #47 delle World Series of Poker 2012, dedicato al Pot Limit Omaha Hi/Lo da $1.500, la figura reale denominata “underdog” ha preso il sopravvento su tutti gli altri giocatori, professionisti o presunti tale che siano.
L'evento #47 di Pot Limit Omaha Hi/Lo da $1.500 delle attuali WSOP ha visto alla partenza 978 concorrenti con molti degli specialisti di questa modalità di gioco che premia in egual misura il punto più alto e quello più basso raggiungibile. Bella la prestazione del nostro Dario Alioto, eliminato al 17° posto, vittima di un colpo sfortunato, che gli ha fruttato $9.823.
Diversi i vips del poker live che centrano la bandierina, tra gli altri anche Lee Watkinson ($8.080), Barry Greenstein ($6.747), Justin Young ($5.704), Alexandre Gomes ($4.872), James Dempsey ($4.872), Sean Getzwiller ($4.212), Kevin Iacofano ($4.212), Andrey Zaichenko ($3.697), Tony Cousineau ($3.697), Allen Kessler ($3.697), Joe Tehan ($3.288), Mesbah Guerfi ($2.957), Matt Graham ($2.957), David Bach ($2.720), Andy Frankenberger ($2.720), Alexander Kuzmin ($2.509) e Terrence Chan, out in 117esima posizione e primo dei premiati con 2.509 dollari.
Ma la storia del vincitore, lo statunitense Steven Loube, è davvero singolare e merita un minimo di approfondimento. Avvocato 34enne di Atlanta, in Georgia, Loube è un giocatore amatoriale che non ha mai fatto segnare particolari risultati nel poker live. Infatti, per sua stessa ammissione, la sua più alta vincita prima di questo torneo delle WSOP, è stata di $50 in un tavolo tra amici. Poi l'avventura a Las Vegas e l'emozione di partecipare ad un evento delle World Series, il sogno di qualsiasi giocatore di poker. Sogno che s'è trasformato in qualcosa di molto più grande con Steven che entra ora nel gotha del poker mondiale per l'ottenimento dell'ambito braccialetto WSOP, simbolo di campione del mondo, oltre al premio da $267.345.
A fargli strada nel Day3 sono stati gli altri 9 giocatori che si erano qualificati per il giorno finale del torneo e che ambivano ad arrivare sul gradino più alto del podio. Primo fra tutti il greco Charalampos Lappas che iniziava il Day3 da chip leader, anche se con sole poche chips di vantaggio su lo stesso Loube.
Con l'eliminazione del russo Viatcheslav Ortynskiy si formava il tavolo finale ufficiale del torneo con ancora Lappas in testa. Veniva poi eliminato Paul Ewen al nono post, sguito da due dei più titolati giocatori tra i finalisti, gli statunitensi Kyle Carlston, al settimo ITM totale alle WSOP, e Paul Taylor già a premio nell'evento #26 di quest'anno. Tra i sei left vi erano due canadesi, Sonu Sharma e Roch Cousineau, accreditati rispettivamente al sesto ed al terzo posto. Tra le loro eliminazioni si piazzano quelle del greco Lappas e di Cameron Mckinley.
Quindi l'heads-up tra Steven Loube e Timothy Finne che dura appena dieci minuti. Il tempo per l'avvocato di Atlanta, che partiva con netto vantaggio, di togliere le ultime chips all'avversario, nel giro di un paio di mani, e via a festeggiare una vittoria tanto bella quanto inaspettata. Il sogno di ogni giocatore amatoriale avveratosi. E noi siamo contenti quando accade perché aiuta la gente a sognare. Ed il sogno è da sempre il primo passo verso la grande impresa.
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