Oggi devo di nuovo parlare della vicenda Full Tilt. E’ davvero triste tornare sempre su questo argomento, ma nuove dichiarazioni sono giunte a turbare il mio sonno notturno. Si tratta di una lunga intervista di Andy Bloch rilasciata su un noto forum americano.
Per tutti quelli che non lo sapessero, il giocatore americano, ex pro di Full Tilt, vanta due lauree, una in ingegneria elettronica ottenuta al Massachusetts Institute of Technology, particolarmente indicata per giocare a poker e l’altra in legge conseguita alla Harvard University, particolarmente indicata per parlare del kolossal Full Tilt Poker.
Andy Bloch parla lungamente, come già detto da molti, dei soldi prestati da alcuni giocatori e mai restituiti. Phil Ivey in primis con un “debito” (stando a quanto dichiarato nell’intervista) verso la red room di 4,5 milioni di dollari. Bloch, che come molti suoi colleghi red-pro faceva parte anche degli azionisti di Tiltware, la holding che controllava Full Tilt Poker, dice che pochi mesi prima del fatidico black friday gli stessi azionisti fossero già a conoscenza del buco di oltre 100milioni di dollari e, fallita una ricapitalizzazione societaria, lui stesso abbia provato a guidare una cordata capeggiata da Jack Binion (figlio di Benny, il fondatore delle WSOP) per acquisire la società con l’intento anche di cambiare il board di controllo, cosa praticamente impossibile considerando che tra questi c’era Ray Bitar, che oltre ad essere amministratore delegato della società era soprattutto il garante delle licenze di gioco.
Io invece mi vorrei soffermare sui quattro del board di controllo: Howard Lederer, Chris Ferguson, Ray Bitar e Rafe Furst. Senza entrare troppo nei dettagli, questi quattro dell’Ave Maria, milione più milione meno, vengono accusati dal procuratore Preet Bahara di aver fregato dalle casse della società 40 milioni di dollari a testa attraverso una distribuzione del tutto illecita dei dividendi societari.
Ora, lasciatemelo dire, ma Furst è il più sfigato di tutti. Non si sa bene che fine abbia fatto; alcuni dicono che il DOJ l’abbia ingabbiato e buttato via la chiave, altri dicono che se la spassa nelle Cayman, ma adesso si fa chiamare Genoveffa…. L’unica cosa certa è che è stato il primo imputato nella denuncia contro Tiltware per riciclaggio. Attraverso il suo blog aveva cercato di scagionarsi prendendo le distanze da tutte le imputazioni che gli venivano mosse, ma non sei molto credibile quando mentre promuovi la tua totale estraneità dei fatti scappi in un paese dove non possono estradarti.
Per quanto riguarda Ray Bitar da molti è ritenuta la vera mente dell’operazione, o forse viene considerata tale in quanto amministratore delegato e unico garante delle licenze di gioco. Il paffuto imbroglione, solido come una roccia calcarea, al momento si trova agli arresti domiciliari in una villa con piscina e vasca idromassaggio. Un paio di ville gliele avevano già sequestrate, ma una di scorta era stato in grado di tenersela prevedendo tempi peggiori. Dopo aver vagabondato per mezzo mondo al fine di sfuggire al mandato contro di lui, l’illustre latitante si è presentato spontaneamente al DOJ esattamente quando pokerstars aveva ultimato la trattativa per l’acquisizione di Full Tilt, urlando: “Eccomi qua, mi stavate forse cercando???”
Nessuno me ne voglia, ma il mio preferito resta “il profesur” Lederer. Nessuno sa di preciso dove sia, ma è impressionante tutto quello che gli stanno sequestrando in questi giorni. Oltre a svariati conti in banca gli sono stati bloccati dal dipartimento di giustizia anche Maserati, Audi, Mustang, oltre a case e ville, di cui una del valore di 10milioni di dollari (ma che ci facevi dentro? I satelliti per le WSOP?) ed addirittura una serie di terreni. Che volesse metter su un’impresa edile? Non ce lo vedo molto con la cazzuola in mano.
The last but not the least il mitico Ferguson. L’uomo che affetta le banane lanciandogli contro le carte. Una specie di clown da circo. A parte un misero conto corrente di poco conto il DOJ non è riuscito a sequestrargli nulla! Possibile che con oltre 40milioni di dollari intascati, Chris non si sia comprato nulla? Jesus, ma tutti i soldi che hai fregato dove sono finiti? Li tieni in cantina? Hai forse una specie di deposito come quello di Zio Paperone? Avrà forse intestato tutto al gatto? Pare che Ferguson nell’ultima dichiarazione dei redditi abbia dichiarato come sue uniche proprietà una bicicletta “Graziella” e una Simca 1000.
Recentemente una sentenza del giudice Jack Weinstein ha stabilito che nel poker domina il fattore abilità scagionando un tale dall’accusa di gioco d’azzardo reo di aver organizzato partite di poker. Dopo questa sentenza, gli avvocati di Jesus, scaltri come delle faine in un pollaio, hanno subito chiesto un’audizione al giudice sostenendo che: “Se il poker non costituisce gioco d’azzardo illegale, allora perché le accuse non decadono o almeno non vengono messe in attesa finché non si arrivi al giudizio d’appello?” Caro Ferguson, alla gente non frega nulla dell’accusa di gioco d’azzardo, quello che interessa è che tu e i tuoi compari veniate processati per frode e riciclaggio.
Ok Chris, io ti lascio il gioco senza l’azzardo e tu vai dentro per frode, ci stai???
Marco Zanini