“La pubblicità è l’anima del commercio”. Questa è indubbiamente una delle frasi più celebri detta da Henry Ford, il famoso, quanto discusso, fondatore della casa automobilistica Ford Motor Company.
“La pubblicità è l’anima del commercio”. Questa è indubbiamente una delle frasi più celebri detta da Henry Ford, il famoso, quanto discusso, fondatore della casa automobilistica Ford Motor Company.
“La pubblicità è l’anima del commercio”. Questa è indubbiamente una delle frasi più celebri detta da Henry Ford, il famoso, quanto discusso, fondatore della casa automobilistica Ford Motor Company.
Come dargli torto del resto! Ma con il nuovo testo del Decreto Sanità che limita gli spot sul gioco tempi duri aspettano i pubblicitari del settore!
Vi voglio solo brevemente ricordare che il nuovo Decreto, firmato dal presidente Giorgio Napolitano, che poi dovrà essere approvato dalle due Camere entro 60 giorni, contiene anche dure norme che riguardano la pubblicità sui giochi. In particolare vengono vietati i messaggi pubblicitari sui giochi con denaro all’interno di trasmissioni destinate ai giovani, lasciando spazio a parecchie interpretazioni in materia. L’argomento è già stato ampiamente dibattuto, non mi sembra il caso di dilungarmici oltre.
Come si diceva all’inizio tempi duri aspettano i pubblicitari del settore. Certo, un pubblicitario non è che sia visto sempre in maniera positiva, alcuni li definiscono addirittura “venditori di menzogne” e come diceva Jacques Séguéla, noto pubblicitario francese, “non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello!”
In effetti però certe pubblicità sarebbe meglio evitarle. Prendete ad esempio quella di Paddy Power; la compagnia di betting irlandese fa letteralmente scendere in campo Gesù: moltiplicazione degli spettatori sugli spalti, giocatore infortunato che si rialza di scatto (non so se sulla maglia avesse la scritta -Lazzaro-) e scommettitori clandestini cacciati dagli impianti sportivi. Pubblicità censurata dall’autority. Giustamente a mio avviso.Non che l’ultima pubblicità di Pokerstars mi faccia balzare sulla sedia. Un Rafael Nadal con in mano uno smartphone che sta giocando un heads up seguito da uno stuolo di fans…. Secondo me la gente in coda era solo in waiting list in attesa di poterlo sfidare!
D’altronde qualche settimana fa il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi (di preciso mi spiegate cosa fa di lavoro?) intervenuto a Radio Rai Uno nella trasmissione “Prima di Tutto” dichiara che: “il gioco online è pericoloso soprattutto per le fasce deboli, perché siamo in un momento di crisi in cui le fasce deboli soffrono e tentano l’azzardo” poi continua dicendo che “Bisogna puntare sull’informazione. Non vogliamo creare uno Stato etico che comanda i cittadini su come si devono comportare e dice loro di non giocare, noi dobbiamo stabilire delle regole che proteggano i più deboli, che informino gli italiani sui rischi e sulle possibilità all'interno del gioco. Poi l'italiano decide da solo. L'adulto ha la sua libertà e può decidere dell'uso delle sue risorse. Non c'è intento persecutorio verso il gioco”
Mi sembra di assistere all’ennesima fiera della banalità, solite frasi buttate li ad effetto tanto per riempire 5 minuti di spazio radiofonico.
Non si vuole creare uno Stato che comanda i cittadini? Perché fino ad ora cosa è stato fatto? Perché invece di parlare, parlare, parlare non si cerca di agire presentando una regolamentazione di tutto il comparto? Molto più facile andare in radio, tv e giornali e sparare un po’ a caso su tutto il comparto giochi senza fare la minima distinzione.
In un momento di flessione del comparto giochi, sicuramente fisiologica considerando la crisi generale che stanno attraversando un po’ tutti i settori del paese, ci sono comunque parecchie novità valide in questo Maxi Decreto della Sanità, come l’inserimento della ludopatia nel LEA, il livello di assistenza essenziale fornito gratuitamente dal servizio sanitario, o l’inserimento negli spot della probabilità di vincita per ogni gioco (non dirmi solo quanto vinco con il primo premio della lotteria, ma dimmi anche quanti biglietti sono stati venduti!) servirà sicuramente a formare una maggiore coscienza di gioco nel lungo periodo. Solo non si vada a vanificare quanto di buono fatto fin’ora da AAMS in un settore dove fino a pochi anni fa regnava il caos, tornando in un proibizionismo alcolico tipicamente made in USA che come la storia ci insegna non ha portato a nulla di buono.
Marco Zanini