Due cose non mancano mai alle WSOP 2013: i braccialetti e le polemiche. L'ultimo dibattito è stato scatenato da Daniel Negreanu su Twitter: ci sono troppi eventi di Texas Hold'em nel palinsesto e poche varianti. Quasi tutti i suoi colleghi sono d'accordo.
Questa edizione delle WSOP deve ancora entrare nel vivo ma gli organizzatori hanno già ricevuto una preoccupante pioggia di critiche. Dopo le numerose polemiche dei primi eventi, come ad esempio quelle sulle lunghe code per le iscrizioni e sui trattamenti privilegiati ai giocatori famosi, ecco che arriva Daniel Negreanu a gettare altra benzina sul fuoco.
Tutto è partito da un tweet che diceva: “È davvero triste per me dover giocare per forza l'unico evento Stud delle WSOP. Lo Stud Championship ha sempre avuto dei tavoli finali bellissimi e ora non ci saranno più.” Negreanu poi continua ad alimentare la polemica con molti messaggi: “Le WSOP non si sono mai concentrate solo sui numeri. Una volta erano erano un vero festival del poker con tante varianti. Si potevano imparare tutti i giochi mentre ora ogni giorno c'è il Texas Hold'em.”
Il tweet finale è sicuramente il più pessimista e allarmante: “Se il trend verrà confermato non vedremo più ai tavoli giocatori come Ivey e il fascino delle WSOP calerà drasticamente.” Lo stesso Phil Ivey ha risposto subito sottoscrivendo ogni parola del collega. Hanno manifestato tutta la loro approvazione anche Scott Seiver, Daniel Alaei, Shawn Buchanan, Matt Glantz, con pochissime eccezioni.
In effetti va detto che ormai non hanno molto senso i tantissimi braccialetti assegnati in eventi di Hold'em tutti uguali. Dobbiamo preoccuparci seriamente dunque per il futuro delle WSOP? Probabilmente sì, se non si tornerà alle origini. Basti pensare a quanti top players in questa edizione hanno dato buca alle World Series. Nei casinò asiatici la concorrenza già si sfrega già le mani…