Mentre a Las Vegas impazzano le WSOP, tempi duri si prospettano per l’online americano. A prendere la parola è Sheldon Adelson Il magnate americano, terzo uomo più ricco d’America che si schiera fortemente contro il gioco online.
Mentre a Las Vegas impazzano le WSOP, tempi duri si prospettano per l’online americano. A prendere la parola è Sheldon Adelson Il magnate americano, terzo uomo più ricco d’America che si schiera fortemente contro il gioco online.
Mentre a Las Vegas impazzano le WSOP, tempi duri si prospettano per l’online americano. A prendere la parola è Sheldon Adelson Il magnate americano, terzo uomo più ricco d’America che si schiera fortemente contro il gioco online.
Il magnate americano Sheldon Adelson, terzo uomo più ricco d’America, dodicesimo nel mondo, con un patrimonio stimato di oltre 25 miliardi di dollari, ritiene il gioco online gravemente dannoso per la società moderna e il suo slogan è: “fai click con il mouse e perdi la casa” Vale la pena ricordare che Adelson è presidente e CEO di Las Vegas Sands la società di gioco “live” più grande del mondo, con casinò terrestri in Nevada, Pennsylvania e Macao.
Attualmente negli USA diverse legislazioni statali stanno prendendo in considerazione delle proposte per consentire la regolamentazione del gioco online, cosa che è già avvenuta in Nevada, New Jersey e Delaware. Secondo Sheldon Adelson: “Come leader di settore, ma soprattutto come padre, nonno, cittadino e patriota di questo grande paese io sono fermamente contrario alla legalizzazione e alla proliferazione del gioco online!” Secondo me si è dimenticato di aggiungere -come maggior proprietario di casinò terrestri-
Adelson si auspica una legge che vieti a livello nazionale il gioco online, questo non tanto per tutelare le sue azienda (a sua detta non ha paura di competere con nessuno) ma soprattutto per tutelare i casinò dei nativi americani che rischierebbero di chiudere. Ricordo infatti che la maggior parte dei casinò USA sono gestiti dai nativi americani, i pellerossa per usare un termine da film western. Esempio lampante: Il casinò Hard Rock Cafè di Hollywood in Florida, sede di una prestigiosa tappa WPT, è di proprietà della tribù dei Seminole.
A supporto della sua tesi riporta dei dati, su cui si potrebbe comunque ampiamente discutere, che in Europa il reddito dei giochi online è aumentato di circa il 27% nell’ultimo decennio, mentre quello dei casinò terrestri è sceso del 5-10%. Per Sheldon tutto questo negli Stati Uniti si tradurrebbe con una perdita di oltre 200mila posti di lavoro. E poi parte con la classica filippica, tanto cara anche in Italia, di quanto il gioco online sia di forte e traumatico impatto sui minori e per lui, in qualità di padre di figli adolescenti è una cosa moralmente inaccettabile, sulla quale vuole combattere strenuamente; ribadendo infine che il gioco online non è una minaccia per la sua attività, ma bensì una minaccia per la società americana, una tossina dalla quale tutte i bravi cittadini dovrebbero resistere!
Un uomo tutto d’un pezzo questo Sheldon Adelson, non ne fanno più come lui. Si batte non per tutelare il suo business, ma per i gloriosi Stati Uniti d’America! Lui non ha paura dell’online, ma vuole difendere il futuro dei giovani americani e degli indiani d’America. Poi mi metto a sfogliare i vecchi numeri del Las Vegas Sun che tengo ordinatamente sul comodino….. e trovo delle dichiarazioni di Adelson che nel 2001, agli albori del gioco su internet, sperava in una veloce legalizzazione del gioco online perché a suo dire il futuro era quello e la gloriosa America doveva stare al passo coi tempi e con le tecnologie moderne….
Aiutatemi perché c’è qualcosa che non mi torna: due dichiarazioni agli antipodi fatte dalla stessa persona. Va bhe che nel corso degli anni una persona può anche cambiare idea, ma credo che a Mr.Adelson l’unica cosa che non voglia mai cambiare sia il suo conto in banca…
Marco Zanini