Se n’è andata la prima parte del Main Event portando con se 6.352 giocatori, molti dei quali hanno già abbandonato i sogni di gloria. Ovviamente con oltre 6 migliaia di players si possono raccogliere storie di tutti i tipi, proprio quello che fa al caso mio!
Non solo giocatori di poker al tavolo! Molti amatori e semplici appassionati nelle sale del Rio. Tra questi uno sportivo poco noto da noi, ma molto celebre tra gli amanti degli sport invernali, si tratta del norvegese Torstein Horgmo, una specie di Phil Ivey dello snowboard. Torstein è un appassionato del texas holdem, ma escludendo le partite tra amici è alla sua prima apparizione live, ed ha avuto un insegnante niente male: Johnny Lodden.
Insegnamenti proficui visto che ha chiuso il day 1 ad oltre 47.000. Intervistato da un portale americano Horgmo spiega di come si stia appassionando al poker ed afferma convinto e a più riprese che “i giocatori di poker non sono così diversi dagli snowboarder”. Bhe in merito a questa sua affermazione avrei sinceramente qualcosa da obbiettare… non ce lo vedo molto Greg Raymer che fa evoluzioni su una tavola da snowboard, come minimo la tavola dovrebbe essere rinforzata, fatta con un materiale speciale tipo ghisa piombata!
E mi sa che le fragili giunture di Doyle Brunson non vadano molto bene per fare una discesa a tutta velocità sulla neve. Inoltre Doyle avrebbe bisogno di un caschetto particolare. Si sa che Brunson ha il cappello da cowboy incementato in testa, non se lo toglie dal main event del 1970!
Più noto al nostro pubblico è sicuramente Gerard Piquè, famoso calciatore del Barcellona, oltre che della nazionale di calcio spagnola. Si è presentato a Las Vegas direttamente dal Brasile dove era impegnato nella Confederation Cup. Chi ha seguito la competizione si ricorderà sicuramente che nel ritiro della nazionale spagnola, dopo la partita contro l’Uruguay, pare che sia stata organizzata una super festa a base di poker, alcol e ragazze hot di facili costumi. Finito il torneo Piquè è volato a Las Vegas a giocare il main, dove ha chiuso il Day1 a 40.000. Però pare che si sia lamentato con la direzione del Rio che non c’erano in giro ragazze di facili costumi ad allietare gli oltre 6.000 iscritti!
Tra i tanti bustati celebri che non sono sopravvissuti al day 1 vale la pena citare Shaun Deeb. Il forte pro online va a sbattere con AK contro KK di Phil Hellmuth. Laconico il suo commento su twitter, che tradotto suona così: “All in di 50bb con AK contro Hellmuth che gira KK. In un altro giorno li avrei foldati, ma oggi avevo un’altra partita da giocare”. La partita a cui fa riferimento è un succulento cash game high stakes all’Aria Casino dove si è presentata una nutrita comitiva di miliardari asiatici tutti con il portafogli ben gonfio.
Come son cambiati i tempi! Mi lascia un po’ di tristezza questa sua decisione. Vero che si gioca a poker per denaro, soprattutto se lo fai di professione e si devono sempre scegliere i tavoli più profittevoli, ma credo che un evento dal fascino speciale come il campionato del mondo di poker dovrebbe essere tenuto in maggior considerazione. Piuttosto non iscriverti se come senti l’odore dei miliardari asiatici ti fai bustare quasi volontariamente.
In un certo senso chi ha la fortuna, l’abilità o l’incoscienza di giocare il main event WSOP possiamo già considerarlo una sorta di vincitore. Quante migliaia di persone vorrebbero essere al loro posto, ma per tutta una serie di motivi, non solo economici, non possono prenderne parte? Lunga vita alle WSOP!
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.