Las Vegas è una scintillante prostituta del deserto, piena di giganteschi casinò dalle più improponibili forme.Su tutti spicca lo Stratosphere, famoso per la sua torre panoramica alta 350 metri, fortemente voluta da Bob Stupak, primo proprietario nonché ideatore del resort.
Seduto nel suo ufficio pensava a se stesso come al capitano Kirk, il comandante dell’Enterprise, per realizzare il progetto dello Stratosphere. Una replica a grandezza naturale della stazione Skylab troneggia nella hall principale, un astronauta che fluttua legato ad una roulette e come soffitto luci tremolanti a simulare il cielo stellato. Tutte idee di Stupak, uno degli uomini più potenti della Las Vegas d’oro.
Bob Stupak nasce a Pittsburgh il 6 aprile 1944 e già all’età di 14 anni è immischiato nel gioco d’azzardo fino al midollo. Basti pensare che a quell’età già prestava soldi ai giocatori in difficoltà. Appena maggiorenne compra il Lotus Club a Pittsburgh offrendo poker, alcool e spogliarelliste alla sua numerosa clientela. Già nel 1965, a soli 21 anni, riceve ben 6 accuse di gioco d’azzardo illegale e di corruzione di pubblico ufficiale.
Si prende una pausa di riflessione quando parte per l’Australia dove in meno di una decade riesce a sposarsi due volte e costruirsi un piccolo impero finanziario di cui non si sono mai conosciute le vere origini. Dai due matrimoni nasceranno tre figli di cui uno verrà curiosamente chiamato Nevada.Quando all’inizio degli anni ’70 torna in America appare subito ovvio che per un uomo così c’è solo un posto che lo possa ospitare: Las Vegas, baby!
Compra il casinò Vault, rinominandolo in Bob Stupak Glitter Gulch e da li inizia una serie di speculazioni edilizie, più o meno lecite, grazie anche a sue incessanti e continue “buste di omaggi” ai politici locali, che in breve tempo gli fanno guadagnare il soprannome di Mr.Las Vegas.
Grande amante del poker high stakes e delle scommesse, una volta ha sfidato Stu Ungar a riconoscere l’ultima carta del mazzo, dopo che un dealer aveva velocemente girato le prime 51. Stu vinse la scommessa e i centomila dollari messi in palio. Ma saranno proprio le ingenti vincite a poker che gli daranno il finanziamento iniziale per il progetto Stratosphere. Tra cui, vale la pena ricordare, i 250mila dollari vinti a Mike Caro, quando riuscì a battere a poker un computer programmato dallo stesso Caro.
Nel 1990, dopo che nel 1987 aveva perso per un soffio l’elezione a sindaco di Las Vegas, inizia a pensare ad un casinò che diventi un simbolo per l’intera città di Las Vegas e due anni dopo comincia la costruzione dello Stratosphere, terminato nel 1996, uno dei 10 alberghi più alti di allora, oltre al più costoso mai costruito. Meno di un anno dopo la sua apertura, Stupak ha dovuto cedere la proprietà, visto un debito accumulato di circa 200milioni di dollari. Attualmente la struttura conta 2.444 stanze d’albergo e una superficie di gioco di circa settemila metri quadrati.
Tra i principali risultati di Stupak in termini di torneo c’è un braccialetto WSOP nel 1989 nel no limit deuce to seven, oltre ad altri cinque tavoli finali alle WSOP. 11 ITM al WPT tra cui un sesto posto da 336mila dollari al Los Angeles Poker Classic nel 2003. Il suo ultimo ITM risale ad aprile 2008, quando già gravemente malato di leucemia, riuscirà ad arrivare 91esimo al WPT Championschip. Stupak morirà meno di un anno dopo, il 9 settembre 2009 a soli 67 anni.
Marco Zanini