Sicuramente l’accordo partito il primo luglio sullo scambio di dati tra il fisco italiano e quello americano, potrebbe produrre fin da subito effetti per i giocatori italiani che stanno giocando in questi giorni i tornei delle WSOP e che detengono un conto corrente negli Usa?
Ma cosa prevede questo nuovo accordo fiscale tra italia e Usa?
Scatta lo scambio di informazioni tra Italia e Usa per il contrasto all’evasione internazionale. Dal primo luglio sarà operativo l’accordo firmato qualche mese fa dai due Paesi e previsto domani all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri per la ratifica definitiva. L’intesa ha come corollario anche benefici e semplificazioni finanziarie.
Conti correnti più trasparenti, stop ritenuta alla fonte del 30% per i pagamenti dagli Usa, informazioni fiscali che viaggiano in automatico: l’accordo tra Italia e Usa è bilaterale e si basa sul principio della reciprocità. si legge sul sole 24 ore, che precisa anche che questo accordo prevede lo scambio dei dati sui conti detenuti negli Stati Uniti da soggetti residenti in Italia e quelli detenuti in Italia da cittadini e residenti americani. Saranno comunicati gli identificativi del titolare del conto, il numero del deposito, l’istituzione finanziaria che effettua la comunicazione, il saldo o il valore di quanto detenuto.
Cosa cambia per i giocatori Italiani che vincono somme di denaro negli Usa?
Va ricordato a tutti i giocatori italiani che al momento del ritiro di una somma vinta ad un torneo delle WSOP viene rilasciato un modulo al giocatore che dichiara sotto la propria responsabilita’ che paghera’ le tasse dovute nello stato di residenza, quindi questo accordo non cambia nulla per i giocatori che dichiarano poi la somma vinta in Italia, sicuramente potrebbe cambiare per i giocatori che in Italia non dichiarano nessuna vincita e quindi non versano le relative tasse.
Va ricordato che nell ‘accordo tra Usa e Italia in tema fiscale “salta” il tema della privacy e i nomi e cognomi dei correntisti saranno rivelati dai rispettivi stati. Quindi chi detiene una somma di denaro negli Stati uniti potrebbe essere chiamato dal fisco italiano a spiegarne i motivi e sopratutto a verificarne i movimenti e il pagamento di possibili tributi.
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