L’arte si è sempre occupata del gioco in quanto fenomeno sociale di rilievo fin dai secoli scorsi. Mi sembra doveroso iniziare questa mia piccola rubrica con i Bari del Caravaggio, ricollegandomi così anche ad un tema spinoso del poker attuale, le truffe.
Dove ci sono gioco e soldi c’è sempre il pericolo di incappare in furbetti e truffatori, un tempo chiamati bari. Già nel XVI° secolo furono pubblicati libri che trattavano questioni e metodi per imbrogliare al gioco. In arte l’esempio più lampante ci arriva da Caravaggio che nel 1549 realizzò un famoso dipinto a olio su tela di 94 × 131 cm chiamato proprio “I Bari”. In questo dipinto troviamo in atto una truffa, con un giovane ingenuo intento a scegliere la propria carta, mentre da dietro la faccia poco rassicurante di uno dei bari sbircia per dare informazioni al socio seduto al tavolo da gioco. In questo dipinto troviamo anche parte dell’animo irrequieto che ha determinato tutta la vita di Michelangelo Merisi.
Tornando ai nostri anni, in un periodo del genere per il poker, scosso da varie truffe e truffette più o meno grandi (dai giocatori stakkati che scappano con il bankroll, a montepremi di tornei fatti sparire, ad accuse di veri e propri team in conferenza su skype nei tornei mtt per il poker online), questo dipinto sembra sintetizzare bene la situazione, anche se a me riporta istintivamente alla mente un altro caso, successo nel poker live e ritornato alla ribalta proprio pochi giorni fa.
Parlo del caso Ali Tekintamgac, il player tedesco squalificato dal tavolo finale del Partouche Poker Tour del 2010, accusato di aver barato con la complicità di uno pseudo blogger. In questa scena di Caravaggio rivedo benissimo il blogger dietro che spia le carte e che fa gesti a Tekintamgac intento a risolvere le mani di gioco a proprio favore grazie a questa situazione di vantaggio. Sicuramente il mondo del poker è pieno di situazioni del genere, e ognuno di noi potrebbe cambiare le faccie disegnate dal Caravaggio con tanti altri personaggi.
Nel prossimo articolo allegerirò il discorso parlando de “I Giocatori di Carte” di Paul Cezanne, un altro classico che, mi scuserete, stuprerò un pochino avvicinandolo al mondo attuale del nostro poker cercando paragoni e somiglianze, se vogliamo anche forzate o semplicemente ludiche e fantasiose, per cercare di collegare due mondi molto diversi ma che possono entrare in contatto per brevi momenti, del resto per molti il Poker è un Arte! Inoltre ho da poco scoperto con grande piacere le doti artistiche di una nota giocatrice italiana che lo scorso ottobre vinse anche il primo premio da €100.000 al IPO 12, Nicole Noroc. Potete vedere i suoi lavori nella sua pagina Facebook mentre sulla nostra pagina FACEBOOK potete fare domande, commenti, o anche consigliarmi quadri che siano collegati al gioco, da inserire prossimamente in questa rubrica.
Sono uno dei fondatori di PIW, Poker Italia Web e seguo il mondo del poker live e online da oltre 10 anni. Oltre al poker sono un grande appassionato di sport e di pittura.