Non è un bel periodo questo per i casinò americani. Se a Las Vegas hanno chiuso i battenti almeno una decina di strutture, anche sull’altra costa non si scherza. Atlantic City dice addio allo Showboat e al Revel.
Non è un bel periodo questo per i casinò americani. Se a Las Vegas hanno chiuso i battenti almeno una decina di strutture, anche sull’altra costa non si scherza. Atlantic City dice addio allo Showboat e al Revel.
Non è un bel periodo questo per i casinò americani. Se a Las Vegas hanno chiuso i battenti almeno una decina di strutture, anche sull’altra costa non si scherza. Atlantic City dice addio allo Showboat e al Revel.
La crisi dei casinò americani si fa sempre più nera. Nel recente passato abbiamo già dovuto segnalare numerose chiusure a Las Vegas, la patria del gioco e del poker. Ora bisogna evidenziare il declino di Atlantic City, la città del New Jersey che negli anni ’80 era diventata addirittura più popolare della famosa rivale del Nevada. I quotidiani più importanti del mondo, oltre ai vari siti specializzati, usano toni pessimistici e cercano di darsi una spiegazione.
Nel mese di gennaio aveva chiuso i battenti l’Atlantic Club Casino Hotel, una struttura da 800 stanze. Adesso nel giro di pochissimi giorni hanno alzato bandiera bianca lo Showboat e poi il Revel. Il primo ha dovuto arrendersi dopo 27 anni di attività. Il secondo poteva invece vantare il record per il casinò più costoso della città, con i suoi 47 piani. In tutto si sono persi addirittura 6mila posti di lavoro! Un brutto colpo per l’economia locale.
L’analisi del Wall Street Journal punta il dito contro le scommesse, sulle quali si è puntato troppo con esiti negativi. La colpa inoltre va cercata nella forte concorrenza di Delaware e Pennsylvania. Addirittura si dice che tutto questo è peggio dell’uragano ‘Sandy’, perchè quello era un fenomeno naturale che ha avuto una fine, mentre l’attuale crisi durerà ancora per molto.
Il governatore Chris Christie ha promesso che risolleverà le sorti della città nel giro di cinque anni. Staremo a vedere… Di sicuro tutti questi problemi non toccano minimamente Macao e le altre mete asiatiche, che continuano a registrare incassi da capogiro. La geografia del gioco è decisamente cambiata!