Il poker è il gioco più bello del mondo. Ci sono tanti aspetti tecnici e psicologici tali da rendere affascinante ogni singola mano, il tutto senza contare che la fortuna o la varianza, da quel tocco di imprevedibilità che permette la sopravvivenza stessa del gioco.
Chris Moorman ha scritto un libro sugli aspetti tecnici del gioco, Doyle Brunson ha scritto un libro, Colin Moshman ha scritto un libro, Phil Hellmuth ha scritto un libro, perfino Gus Hansen ha scritto un libro e considerando che ha un passivo di venti milioni di dollari consiglierei una lettura al solo scopo ricreativo. Ora, non voglio dire che anche io potrei scrivere un libro, però considerando che sul poker è stato scritto tutto di tutto, dalla strategia al modo migliore di accatastare le chips (sempre in pile da venti, please!) dall’alimentazione pre-torneo ai migliori modi ballas per festeggiare un corposo ITM, io ho pensato che essendo stato detto tutto ed il contrario di tutto, si fossero totalmente esauriti gli argomenti a nostra disposizione.
Ma poi, mentre ero a cena con il primario di igiene e malattie veneree dell’ospedale Santa Maria del River, ho finalmente capito che l’unico argomento ancora da trattare era l’igiene al tavolo da gioco. Tutto merito del primario, o forse delle due bottiglie di Barolo che mi ero scolato durante il pasto. L’igiene al tavolo da gioco è un argomento trascurato, davvero poco trattato dai poker pro, ma che si rivela di fondamentale importanza per noi tutti, giocatori amatoriali e non.
Spiace dire quello che sto per dire, ma purtroppo trovo che sempre più player trascurino questo fondamentale che dovrebbe far parte del bagaglio tecnico di ogni giocatore che si rispetti, come aggredire il buio da bottone. Nel corso degli anni ho visto ai tavoli da gioco, ma soprattutto “odorato”, cose che la maggior parte degli umani farebbe fatica anche solo ad immaginare. Intervistati a tal proposito molti giocatori sostengono che lavarsi poco o non lavarsi per nulla sia una precisa strategia di gioco; i mefistofelici odori che emanano trarrebbero in inganno i propri avversari, confondendoli a tal punto da fargli prendere decisioni errate nel lungo periodo.
E’ tutta una tecnica di gioco, capite? Una mossa +ev nel long term! So di player che per deconcentrare gli avversari non si lavano per mesi, ed in effetti sortiscono l’effetto sperato: stordimento totale dell’oppo e facile preda del loro stack. Alcuni di loro sono bollati come armi di distruzioni di massa e ricercati dalla stessa Al Qaida. C’è poi un’altra singolare categoria di giocatori e purtroppo devo dire, non senza una punta di amarezza, che ho avuto modo di confrontarmi anche con loro: i giocatori malati.
Categoria quanto mai sottovalutata, ma sempre presente nei tornei invernali. Li riconosci facilmente perché nonostante nella sala il riscaldamento sia a palla, loro indossano felpa, maglione in pile, giaccone, cuffia di lana e sciarpa. Continuano a sternutire imperterriti, tirare su con il naso come dei mocciosi e scaracchiare in fazzoletti che dopo, per sicurezza, bisognerebbe bruciarli con il napalm. Qui ho un suggerimento estremamente banale, ma altrettanto efficace: evitate di giocare piatti contro di loro. A me una volta è successo che dopo un reise di un player che aveva delle evidenti difficoltà a sopravvivere oltre la mezzanotte ho foldato gli assi pur di non toccare quelle chips impestate di germi!
Ora veniamo ai consigli che mi sento di darvi in merito al tema igiene&salute: se avete la febbre state a casa vostra a giocare online, evitate di creare un’influenza di massa al circolo; prima di andare in bagno durante la pausa del torneo lavatevi le mani sia prima che dopo, soprattutto se avete vinto molti piatti, così da evitare tutte quelle fastidiose malattie veneree che vi terrebbero troppo a lungo lontano dai tavoli da gioco, ma soprattutto quello che mi sento di dirvi è la stessa cosa che dissi alcuni mesi fa ad un player seduto al mio fianco: guarda che non basta stare sotto la doccia dieci minuti al giorno, devi anche aprire l’acqua!
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.