Tanti pro degli anni d’oro del poker in questo periodo si buttano su altre avventure, di tipo imprenditoriale. Phil Gordon per esempio ha deciso di investire 2,35 milioni di dollari in Chat Box, un nuovo software di messaggistica online.
Tanti pro degli anni d’oro del poker in questo periodo si buttano su altre avventure, di tipo imprenditoriale. Phil Gordon per esempio ha deciso di investire 2,35 milioni di dollari in Chat Box, un nuovo software di messaggistica online.
Tanti pro degli anni d’oro del poker in questo periodo si buttano su altre avventure, di tipo imprenditoriale. Phil Gordon per esempio ha deciso di investire 2,35 milioni di dollari in Chat Box, un nuovo software di messaggistica online.
Ultimamente vi abbiamo dato notizia di tanti poker pro che hanno deciso di cambiare strada, investendo i loro soldi in altri settori. Il poker è un gioco bellissimo ma, dopo tanti anni passati ai tavoli, è normale il desiserio di esplorare qualcosa di nuovo. La figura del pokerista/imprenditore è sempre più gettonata e oggi vi parliamo di un esempio davvero lampante. Qualcuno di voi si ricorda ancora di Phil Gordon?
Il 44enne Gordon era stato in passato un volto di Full Tilt, vantando anche un braccialetto WSOP (2010) e un titolo WPT (2004). Da oltre due anni però non si vede più ai tavoli da gioco. Nel 2012 infatti qui su PIW vi avevamo annunciato il suo addio al poker. Quella volta Gordon aveva puntato gli occhi sui social network, restando comunque nell’ambiente dei giochi. Adesso però si è spostato su altri prodotti molto popolari…
Pare infatti che Gordon abbia investito la sommetta di 2.350.000$ per Chat Box, una nuova idea della Tetrapod Software che riguarda la messaggistica online. Stiamo parlando di qualcosa che unisce le caratteristiche di una chat a quelle delle e-mail. Secondo gli ideatori serve ad aumentare la collaborazione in tempo reale, in maniera privata e sicura.
Nel progetto ci sono anche Sue Decker, ex presidente di Yahoo, e Scott Banister, membro del CdA di PayPal. Insomma non è una start-up qualunque, in ballo ci sono nomi importanti e grosse cifre. Per adesso ci sono sei dipendenti al lavoro, staremo vedere quanto crescerà il prodotto e se raggiungerà livelli di popolarità simili a quelli di Skype, WhatsApp o Viber…